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sequestrati 1,4 milioni

Frode fiscale e bancarotta fraudolenta, indagato l'ex presidente del Rimini Rota

In foto: @Guardia di Finanza
@Guardia di Finanza
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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L'ex presidente della Rimini Calcio, Alfredo Rota, risulta indagato dalla Procura di Rimini per frode fiscale, bancarotta fraudolenta e indebita percezione di contributi. Insieme a lui anche un altro soggetto che avrebbe svolto il ruolo di prestanome. L'inchiesta delle fiamme gialle, che nasce dal fallimento di una società riminese attiva nel comparto della logistica e del facchinaggio per aziende nazionali ed internazionali, ha permesso di ricostruire quello che secondo la Procura di Rimini è un meccanismo illecito basato sull’utilizzo di imprese subappaltatrici destinate ad accumulare rilevanti debiti tributari e previdenziali per poi essere condotte al fallimento, consentendo così alla società capofila di praticare condizioni economiche particolarmente competitive sul mercato grazie ai risparmi d'imposta.

Contestualmente, sono state ricostruite operazioni finanziarie ritenute prive di adeguata giustificazione economica e documentale, tra cui prelievi di contante che avrebbero contribuito ad aggravare il dissesto della società fino a determinarne il successivo fallimento. Tra i reati ipotizzati figura anche l'indebita percezione di contributi a fondo perduto erogati nell'ambito delle misure di sostegno economico durante la pandemia da Covid-19.

L'urgenza del provvedimento preventivo di sequestro da 1,4 milioni di euro complessivi, emesso dal pm titolare dell'indagine, scaturirebbe dalle operazioni di depauperamento del patrimonio personale riconducibile all'amministratore di fatto della società, realizzate prevalentemente mediante atti di donazione in favore di familiari al fine di sottrarre beni e disponibilità economiche a possibili azioni di recupero.

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