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i fatti di Villa Verucchio

Il maresciallo Masini incontra Piantedosi. Il suo caso ha ispirato nuovi decreti

In foto: il maresciallo Masini sul palco (Dire)
il maresciallo Masini sul palco (Dire)
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Sab 21 Feb 2026 17:03 ~ ultimo agg. 17:18
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Il luogotenente maresciallo Luciano Masini, comandante della stazione di Villa Verucchio, è stato ospite a Bologna dell'evento organizzato da Fratelli d'Italia a Bologna a sostegno del 'sì' alla riforma della giustizia. La notte di Capodanno tra il 2024 e 2025 Masini uccise il 23enne egiziano Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta, sparandogli per legittima difesa mentre il giovane lo minacciava con coltello. 

"Non dico che siamo poco tutelati, ma forse siamo poco considerati. Se noi tuteliamo i cittadini, ma perché nessuno tutela noi?", ha chiesto Masini.  “Sapevo che venivo inquisito e lo sapevano anche tutti i ragazzi presenti. L’ho accettato. Ma un magistrato può cambiare protocollo?", ha detto Masini riferendosi al fatto di essere stato iscritto come indagato ancor prima delle indagini. "Io non potevo non intervenire, è il mio compito. Ho fatto quello che sono stato costretto a fare”, racconta Masini, la cui legittima difesa è stata confermata dal video di una telecamera che aveva ripreso i drammatici momenti dell’aggressione nei suoi confronti.

"Il suo caso è stato d'ispirazione per il Governo", ha commentato il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ospite dell'evento. “Lei è stato di esempio per rappresentare l’importanza del ruolo che svolgete e per tornare sulla normativa”.

“Abbiamo fatto ben due interventi normativi, di cui uno già andato a buon fine - ha spiegato Piantedosi - proprio sul caso che era successo nel Capodanno dell’anno scorso, che ha riguardato il luogotenente: abbiamo previsto la possibilità in prima battuta di sostenere gli appartenenti alle forze di Polizia che incorrono questo tipo di disavventure con un sostegno economico di tutela legale: quindi gli paghiamo l’avvocato, tanto per capire”, cosa che prima non avveniva. “Con i decreti di sicurezza che abbiamo adesso portato all’approvazione del Parlamento, abbiamo introdotto anche quello a cui faceva riferimento il luogotenente, la possibilità che laddove ci sia la manifesta sussistenza di una causa di giustificazione, che il magistrato possa evitare di sottoporre a questo calvario l’appartenente alla forza di polizia e quindi evitare di scriverlo sul registro degli indagati”

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