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LE TESTIMONIANZE

Il Centro di formazione di Rimini celebra la Giornata Mondiale NIDCAP

In foto: NDICAP
NDICAP
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Ven 20 Mar 2026 11:53 ~ ultimo agg. 11:57
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Un momento di festa e condivisione direttamente all'interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale di Rimini, con il coinvolgimento attivo delle famiglie presenti, cuore pulsante della filosofia di cura, affiancate dai professionisti e dai volontari dell'associazione "La Prima Coccola". Così è stata celebrata, a livello locale, la Giornata Mondiale NIDCAP, che ricorre il 20 marzo con l’intento di promuovere questa forma di assistenza.

Che cosa è NIDCAP (Newborn Individualized Developmental Care and Assessment Program)? È un modello di cura individualizzata al neonato in collaborazione con le famiglie che si pone l’obiettivo di ridurre al minimo le esperienze stressanti per i piccoli e la separazione dai genitori così da aiutarne lo sviluppo. Non è semplicemente un protocollo assistenziale, ma una filosofia che trasforma radicalmente la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) da un ambiente puramente tecnologico a un ecosistema che favorisce lo sviluppo relazionale e neurologico. La scienza conferma che il cervello del neonato prematuro è un organo in evoluzione esponenziale, estremamente plastico, ma anche vulnerabile. Ogni stimolo ambientale a cui è sottoposto il bambino plasma direttamente la sua mappa neurale cerebrale. La NIDCAP, proteggendo i ritmi biologici e ottimizzando l'ambiente sensoriale, garantisce che questa architettura cerebrale si sviluppi in modo armonioso. In questa visione la presenza dei genitori non è un atto di cortesia o un orario di visita, ma una componente essenziale per la vita del bambino. Infatti, le evidenze scientifiche dimostrano che l'apertura dei reparti di TIN H24, 7 giorni su 7, permettono alla famiglia di fungere da scudo neuro-protettivo. Al contrario, la separazione dal genitore è una fonte di stress tossico per il neonato, capace di alterare lo sviluppo dei circuiti neuronali. Questo approccio è insegnato nel Centro Training della TIN di Rimini (uno dei 33 centri mondiali), diretto dalla Dott.ssa Gina Ancora, da parte della trainer dott.ssa Natascia Simeone a professionisti provenienti da tutta Italia.

Le testimonianze dei genitori sul perché "NIDCAP fa la differenza” (il motto internazionale lanciato in quest’occasione dalla Federazione NIDCAP) rappresentano la prova tangibile del valore di questo approccio. Lilia, mamma di Gregory, descrive con le sue parole come questa assistenza permetta la riparazione del legame che si è interrotto con la nascita pretermine del bambino: “Senza NIDCAP non riusciresti a ricostruire quel cordone ombelicale che la natura ha precocemente interrotto”.

Per Alessandro e Alice, presidente e consigliera dell’associazione “La Prima Coccola” oltre che genitori di Giovanni, tale approccio ha reso possibile appropriarsi della propria identità familiare: "Ci ha permesso di sentirci una famiglia fin dal primo momento e di prenderci cura del nostro bambino con il supporto del personale medico e infermieristico".

Barbara e Alberto, genitori di Mia, testimoniano con le loro parole la connessione relazionale tra i componenti della famiglia: “Ha consentito alla nostra famiglia di creare un filo che ci ha tenuti uniti per seguire passo a passo i progressi e le conquiste giornaliere di Mia”.  Chiara, mamma di Dalila, con le sue parole si sofferma sul sostegno all'adeguatezza genitoriale: “È stato fondamentale per sentirmi mamma e per poter fare la mamma, quando in realtà ero a pezzi e mi sentivo totalmente inadeguata”.

“NIDCAP assicura una relazione precoce tra genitori e bambini e permette l'inizio di un legame fondamentale per la crescita futura del neonato e dei suoi genitori sottolinea Natascia Simeone, trainer del centro di formazione di Rimini - Attraverso l’affiancamento costante da parte di professionisti formati NIDCAP, i genitori, durante il ricovero, rimangono in continuo contatto fisico ed emotivo con i loro neonati. Acquisiscono la capacità di osservarli, di descriverne i punti di forza e di vulnerabilità, effettuando una co-regolazione costante e continua con il bambino, propedeutica al raggiungimento della capacità di auto-regolazione del neonato, fonte a sua volta di benessere e di sviluppo. Tale percorso permette ai genitori di raggiungere le competenze necessarie per prendersi cura del proprio bambino in completa autonomia, favorendo un ritorno a casa più sereno per l’intera famiglia”.

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