Il dolore del padre della vittima: Morte assurda, voglio sapere cos’è successo
Non riesce a darsi pace Claudio Tucci, il papà di Giuseppe, morto oggi pomeriggio (lunedì) all’ospedale Infermi di Rimini, all’età di 34 anni, in seguito ai violenti colpi ricevuti nella notte tra sabato e domenica durante la colluttazione avuta con un buttafuori di un locale a Miramare (vedi notizia).
“I medici non ci hanno dato speranze – ci racconta il padre al telefono – così abbiamo deciso di non accanirci e consentire lo spegnimento dei macchinari che lo tenevano in vita. Adesso, appena possibile, autorizzeremo l’espianto degli organi“.
I familiari di Giuseppe, scossi per una morte che definiscono assurda, vogliano capire cosa abbia provocato una reazione tanto violento quanto spropositata da parte del buttafuori di origini albanesi: “Sappiamo dall’amico che si trovava con mio figlio nel locale che tutto è iniziato perché Giuseppe avrebbe sbirciato il telefono di una ragazza. Alcuni buttafuori l’hanno ripreso – racconta il padre –, poi è nata una discussione verbale con uno di loro. Ad un certo punto mio figlio e il suo amico se ne sono andati spontaneamente, cosa è successo dopo non lo so…”.
E’ probabile che il 34enne foggiano sia tornato nel locale, magari per avere un confronto con il buttafuori. La Squadra Mobile di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, è al lavoro per ricostruire la dinamica esatta. “Giuseppe non era un attaccabrighe– dice ancora il padre -, era uno tranquillo, un altruista. Non mi sembra possibile che abbia fatto casino, che abbia importunato delle ragazze come si dice. A Rimini stava bene, era arrivato quattro anni fa con la sua compagna e con loro figlio, avevano comprato casa e aperto un mutuo… Cosa chiedo a chi sta indagando sulla sua morte? Che mi dicano perché è stata ammazzato, non posso accettare di aver perso un figlio così, forse per un lite, per un motivo così stupido“.












