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Il Bosco di Albereto e la Grotta di Pasqua saranno riserva naturale

In foto: Grotta di Pasqua
Grotta di Pasqua
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Una nuova riserva naturale in Valconca. La Commissione Territorio della Regione all'unanimità ha dato il via libera all'istituzione del Bosco di Albereto e Grotta di Pasqua, nel comune di Montescudo-Monte Colombo. La nuova riserva nasce per tutelare il patrimonio di biodiversità, valorizzare il paesaggio e favorire una gestione delle risorse naturali capace di tenere insieme conservazione e presenza dell'uomo.

Soddisfatta la consigliera regionale e vice capogruppo del PD Alice Parma: "Una bellissima notizia per il nostro territorio. È il risultato di un percorso nato dal basso, costruito insieme al Comune, alla Regione, ai tecnici e a chi questi luoghi li vive ogni giorno. Parliamo di oltre 300 ettari di boschi, gessi, calanchi e ambienti umidi di straordinario valore naturalistico e paesaggistico nella Valconca. Un patrimonio da proteggere, ma anche da far conoscere, promuovendo una fruizione rispettosa, il turismo lento, la ricerca scientifica e l'educazione ambientale. Per la provincia di Rimini questo è un punto di partenza, non un traguardo. Penso anche a luoghi come la Cresta dei Tausani, le 'Piccole Dolomiti della Valmarecchia': esempi di una ricchezza che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare. Ampliare le aree protette è la strada giusta. Il lavoro condiviso che ha portato alla nascita della riserva proseguirà anche nella sua gestione, con un confronto costante tra i soggetti coinvolti, perché la migliore tutela è quella che coinvolge il territorio, ne valorizza le competenze e accompagna le attività che lo rendono vivo"

 

Soddisfatto ma anche con atteggiamento vigilante Nicola Marcello, consigliere di Fratelli d'Italia: "Il Bosco di Albereto e la Grotta di Pasqua sono un patrimonio naturalistico e scientifico di indubbio pregio per la Valconca e per tutta la Romagna. Proprio per questo seguiremo l'istituzione della nuova riserva con attenzione e senso di responsabilità. Si tratta di una risorsa turistica per un entroterra che ha bisogno di destagionalizzare e di offrire mete di qualità, legate alla natura, ai gessi, ai calanchi e alla Grotta di Pasqua. E ha un forte valore didattico: pensiamo alle scuole del territorio, che in questi luoghi possono fare educazione ambientale sul campo. Da parte nostra ci impegneremo perché la Grotta di Pasqua possa un giorno essere riconosciuta come patrimonio dell'umanità UNESCO, nel quadro del riconoscimento dei gessi e del carsismo dell'Appennino settentrionale". Ma ci sono degli elementi sui cui porre attenzione aggiunge Marcello: "Parliamo di 319 ettari in larghissima parte di proprietà privata, dove vivono e lavorano agricoltori e famiglie. Vigileremo perché il regolamento di gestione, che la Regione dovrà scrivere entro un anno, non si traduca in nuovi oneri burocratici o in limitazioni alle attività agricole e tradizionali del territorio, e perché il sistema degli indennizzi previsto non resti sulla carta. Chiederemo anche conto di chi gestirà concretamente la riserva. Il passaggio dal Comune all'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Romagna deve essere accompagnato da risorse adeguate e da un reale coinvolgimento delle comunità locali".

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