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Da Il Ponte

Il Bilancio della Diocesi. Conti che sono al servizio della comunità

In foto: basilica cattedrale di Rimini
basilica cattedrale di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 12 Mar 2026 13:46 ~ ultimo agg. 13:54
Tempo di lettura 3 min

Ancora un bilancio che conferma una gestione attenta delle risorse. E’ stato pubblicato il conto economico 2025 della Diocesi di Rimini, dove oltre ai numeri si può capire come la chiesa locale sia orientata a tre priorità fondamentali: l’aiuto ai poveri, il sostegno al clero e la cura degli edifici ecclesiastici. Dati e scelte pastorali sono raccontate nel numero in uscita venerdì del settimanale IlPonte.

Dimensione economica e missione pastorale: due aspetti che non possono essere letti separatamente nel bilancio della Diocesi di Rimini. I numeri del conto economico 2025 della chiesa riminese sono lo specchio di scelte che mettono al centro di ogni investimento la cura e l’attenzione dei più piccoli e dei poveri, che, come spiega l’economo don Danilo Manduchi nella pagine del Settimanale firmata da Paolo Guiducci, sono e restano i veri ‘tesori’ della Chiesa. Il conto economico della Diocesi di Rimini per il 2025 registra ricavi per 2.881.842 euro, in linea con quelli dell’anno precedente. Le uscite si attestano invece a 1.864.133 euro, con una riduzione significativa rispetto al 2024, quando i costi erano stati pari a 2.277.968 euro. Il risparmio è quindi di 413.835 euro. Di conseguenza migliora anche il risultato finale: l’utile di esercizio passa da 553.875 euro del 2024 a 1.017.709 euro nel 2025, con un incremento di 463.834 euro. Grazie al risultato positivo del 2025 continua anche la riduzione del debito complessivo della Diocesi, che scende da 9.160.712 euro del 2024 a 7.574.190 euro, con un calo di 1.586.522 euro. Un miglioramento ancora più marcato rispetto all’anno precedente, quando la diminuzione era stata di 851.752 euro. Il confronto con il 2014 mostra il percorso compiuto: allora il disavanzo complessivo era di -26.354.865 euro. Le principali risorse finanziarie provengono dal gettito dell’otto per mille che la Conferenza episcopale italiana redistribuisce annualmente alle diocesi. A queste si aggiungono offerte e altre entrate, che consentono di sostenere le attività pastorali, la formazione dei sacerdoti, la manutenzione degli immobili e la carità. Quest’ultimo è l’impegno primario per cui sono utilizzate la parte più consistente delle risorse, con il sostegno alla Caritas diocesana  e ad altre realtà impegnate nell’assistenza ai più fragili, tra cui l’ass. Papa Giovanni XXIII, le missioni diocesane e la pastorale della sanità. Il cambio di marcia avvenuto oltre dieci anni fa e una gestione prudente permette alla Diocesi di proseguire nel risanamento dei conti senza rinunciare - né arretrare - alla sua missione pastorale e caritativa. 

 

la pagina del settimanale IlPonte

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