I giovani riminesi sono connessi, sportivi ma con fragilità da indagare
Molto "connessi", con grande uso dei social nerwork, ma anche sportivi, dato che oltre due terzi dichiarano di praticare sport. E se le ragazze hanno più frequentemente fragilità emotive e relazionali, i maschi tendono ad avere comportamenti legati al gaming e ai consumi. Sono alcuni dei risultati della ricerca su 4.000 ragazzi nelle scuole di primo e secondo grado della provincia di Rimini presentati al convegno "Adolescenze oggi". La ricerca biennale nasce dalla collaborazione dell'Unità operativa Dipendenze patologiche di Rimini e il Dipartimento di Scienze dell'educazione 'Giovanni Maria Bertin' dell'Università di Bologna. Tra gli approfondimenti dello studio, quello su alcuni comportamenti a rischio, legati all'uso del digitale, al consumo di alcol, tabacco e sostanze e al gioco d'azzardo, che evidenziano "situazioni prevalentemente minoritarie ma che richiedono attenzione educativa e preventiva soprattutto nelle fasce di età più elevate", spiega l'Ausl Romagna. Grazie alla ricerca sono anche stati elaborati specifici profili di rischio sulla base di attività praticate nel tempo libero e analizzate alcune popolazioni di adolescenti sottorappresentate nel campione (minoranze di genere e studenti con background migratorio).
Sempre dalle risposte emerge particolare rilievo il tema delle reti di supporto: "In caso di difficoltà, gli adolescenti indicano nei genitori e negli amici le figure percepite come più utili, seguiti da psicologi, familiari e insegnanti, confermando l'importanza delle relazioni di prossimità e del ruolo educativo della comunità adulta".
La presentazione dei dati voleva anche aprire uno spazio di confronto tra scuola, istituzioni, servizi sanitari, terzo settore e famiglie, per promuovere una riflessione condivisa sull'adolescenza, evitando di ridurla unicamente al tema del disagio. Durante gli interventi di professionisti dell'Ausl è emerso come una prevenzione efficace debba essere un'azione di sistema che promuove scambi, partecipazione e responsabilità tra servizi, scuola, ente locale e comunità educante e quindi la costruzione di competenze e consapevolezza e motivazione al mantenimento di un sano stile di vita. Roberta Biolcati, Alessandra Albani e Federica Ambrosini del Dipartimento di Scienze dell'educazione hanno fatto presente che la ricerca evidenzia "alcuni bisogni emergenti sul piano emotivo e relazionale, che tendono ad aumentare con l'età, in particolare rispetto ad ansia, conflitti interpersonali e percezione di solitudine". Per Roberta Rosetti, direttrice Uo Neuropsichiatria infanzia e adolescenza Rimini, i servizi devono trasformarsi per accogliere i bisogni di salute mentale dei giovani: "L'aumento del disagio psicologico tra adolescenti e giovani adulti richiede oggi un cambiamento profondo: i servizi non possono più lavorare in modo separato, ma devono costruire spazi e modalità operative realmente condivise tra sanità, scuola, servizi sociali, enti locali e terzo settore". Il progetto "Rete Giovani 14-25" nasce proprio per creare una rete integrata e prossima ai ragazzi per la prevenzione e promozione del benessere, per avviare interventi precoci per il disagio a bassa soglia, e la presa in carico delle situazioni più complesse. Per la fascia 13-17 anni sarà attiva un'équipe multiprofessionale con neuropsichiatri infantili, psicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica, per valutazione precoce, triage e attivazione di percorsi individuali e di gruppo. Michela Piva, direttrice Consultori Familiari Rimini e Riccione, ha descritto il servizio dello Spazio Giovani, in libero accesso, per adolescenti dai 14 ai 19 anni, in giorni e orari dedicati con sedi a Rimini, Riccione, Novafeltria e Santarcangelo: "All'interno è presente un'equipe multiprofessionale composta da ostetriche, ginecologi, psicologhe, assistenti sociali e andrologo che lavorano in maniera integrata per rispondere ai bisogni legati alla sfera della sessualità e affettività, ginecologica, contraccezione, gravidanza, disagio emotivo. Nel 2025 sono stati 3086 gli adolescenti che hanno usufruito del servizio, con un incremento negli ultimi due anni del 10%".











