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Ambiente Newsrimini Rimini

Fogne: non c’è solo la separazione delle reti sul tavolo tecnico

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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La condivisione delle scelte tecniche sui primi passi per arrivare allo sdoppiamento della rete fognaria riminese in acque bianche e nere e salvaguardare così le acque di balneazione c’è. Sul piatto ci sono questioni tecniche piuttosto complesse. Basti dire, che si va verso soluzioni per evitare i disagi di manutenzione e i rischi di sicurezza idraulica. Definiti i primi fondi per questo. “10-15 milioni – spiega Yuri Magrini, Assessore ai Lavori pubblici e Qualità urbana – per fare una serie di interventi che da subito mettono in sicurezza il sistema”.

Eppure l’impostazione stessa del problema ancora separa Comune e Consorzio di Bonifica. “Non ci troviamo d’accordo – spiega Andrea Cicchetti, Direttore tecnico Consorzio Bonifica – sul fatto di volere assegnare un ruolo catastrofico alle acque che provengono dal comparto extra urbano. Il problema è invece tutta una serie di scarichi urbani non trattati che negli anni sono proliferati soprattutto nelle aree più a mare. Su questi si deve inervenire a livello locale dotandoli di trattamenti primari”.

Per la verità, il tema delle potenziali nocività delle acque del forese, continua a essere sollevato periodicamente. “In questi anni – risponde Cicchetti – non si è mai verificato uno sforamento dei limiti dettati dal testo unico sull’ambiente. Non è sicuramente la qualità delle acque che provengono dai comparti extraurbani quella che può causare i problemi evidenti sulle acque di balneazione”.

Sul capitolo fondi, i primi previsti – è il caso di dire – sono una goccia nel mare cui andrà aggiunto molto altro. “Per reperire le risorse” sottolinea Cicchetti, una volta condivisi i progetti, bisogna attuare una sinergia tra consorzio, Hera, Comune e Provincia: in modo da reperire in maniera congiunta i finanziamenti”.

Sinergie cui arrivare dopo aver superato le diversità di vedute. Qui si esce dal tecnico e si va su un piano politico. Il tema è quello degli scarichi realizzati in maniera non sempre lecita negli anni del boom economico: situazioni che l’amministrazione potrebbe gestire e sanare se si arrivasse a sdemanializzare i collettori fognari. Una scelta cui però si oppone il consorzio di bonifica.

Dopo l’ultima riunione, l’11 gennaio, del tavolo tecnico, il piano arriverà in consiglio comunale.

(NewsRimini.it)

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