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Sequestri della finanza

Fatture false e milioni evasi, imprenditore del Riminese nei guai

In foto: @Guardia di Finanza
@Guardia di Finanza
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 26 Mar 2026 16:51 ~ ultimo agg. 19:43
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Una frode fiscale internazionale da un milione e mezzo di euro grazie a un giro di fatture per operazioni inesistenti che coinvolgeva una società italiana e altre estere con sede in Croazia, Bosnia e Albania ritenute 'cartiere'. E' questa l'accusa mossa dalla Procura di Rimini nei confronti di un 48enne di origini sudamericane, residente a Rimini, socio e amministratore unico di una ditta con sede nel Riminese che commercia pelli, e di una donna di 56 anni, di origine spagnola, residente in provincia di Pisa. L'indagine è partita proprio dalla stretta collaborazione tra la polizia giudiziaria croata e quella italiana. Una quota dei profitti illeciti, infatti, sarebbe stata trasferita a titolo di prestito su conti correnti croati intestati a una società estera collegata, mentre un'altra parte sarebbe stata prelevata immediatamente dopo i trasferimenti.  

Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi, che ha coordinato l'attività della guardia di finanza, ha chiesto e ottenuto dalla gip di Rimini, Raffaella Ceccarelli, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un immobile, quattro auto e quote societarie riconducibili all'imprenditore sudamericano. I due indagati, difesi dalle avvocate Nicoletta Gagliani e Federica Pozzi, devono rispondere di vari reati fiscali. Nei confronti del 48enne sussisterebbe anche l'ipotesi di autoriciclaggio.  

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