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Lavori in corso

Farmacie ospedaliere: attese infinite. Mignani: spostare distribuzione su territorio

In foto: Giulio Mignani
Giulio Mignani
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Lunghe attese, due o tre ore (a volte anche di più) nelle farmacie ospedaliere per poter ritirare i farmaci prescritti. “Per curarsi, chi lavora, è costretto a prendersi un permesso o una mezza giornata di ferie” è l’amara constatazione (non l’unica) arrivata in questi giorni da alcuni utenti alla nostra redazione. Un problema che era stato momentaneamente superato durante la pandemia (quando le farmacie territoriali distribuivano gratuitamente i farmaci ospedalieri) e che ora è nuovamente esploso. La situazione è ben nota agli addetti ai lavori ed è legata innanzitutto al fatto che le farmacie ospedaliere sono poche (3 o 4 a provincia) rispetto al numero di utenti. Ordine dei farmacisti e Ausl Romagna stanno comunque lavorando per trovare risposte al problema. Qualcosa è stato già fatto ma si tratta di un percorso lungo. L’obiettivo, spiega alla trasmissione Tempo Reale il presidente dell’ordine dei farmacisti Giulio Mignani, è quello di “spostare il più possibile sul territorio, unendo i risparmi che possono derivare dall’acquisto centralizzato alla capillarità della distribuzione. Quando le farmacie distribuiscono un farmaco ospedaliero si accontentano di un piccolo margine di pochi euro“. Anche perché solitamente quelli distribuiti negli ospedali sono farmaci nuovi o terapie innovative con costi molto elevati e devono essere costantemente monitorati. “Questi farmaci – continua Mignani – vengono prescritti dallo specialista ospedaliero che redige il piano terapeutico e poi il medico di base li prescrive sulla base di questo piano. Bisogna quindi passare dall’ospedale per farlo vidimare e controllare. L’ultima novità è che questo controllo del piano terapeutico può essere fatto anche nella farmacia del territorio.” In realtà poi molti farmaci sono già reperibili in farmacia: “gli utenti dovrebbero chiederne la disponibilità al proprio medico di base o allo stesso farmacista. Spesso la risposta è ‘si’” conclude Mignani.

Dal minuto 24 l’intervista al presidente dei farmacisti riminesi Giulio Mignani

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