Ex Polveriera. Salta lo spazio eventi, Galli rinuncia alla concessione
Sarebbe dovuto diventare uno spazio per eventi ma il progetto che riguardava la ex Polveriera di Riccione non avrà seguito. L'imprenditore Enrico Galli, amministratore unico della società Hi Riviera S.r.l., che si era aggiudicata il bando pubblico, ha deciso di non dare seguito alla concessione. La motivazione è il clima di grande tensione che si è venuto a creare. Da subito il progetto aveva fatto storcere il naso ad ambientalisti, minoranze politiche e parte dei residenti. Nonostante il bando - spiega l'amministrazione comunale - fosse stato costruito con l’ambiente come pilastro centrale: "ogni eventuale iniziativa doveva rispettare tassativamente le prescrizioni previste e i pareri degli uffici competenti, con il divieto assoluto di strutture fisse. Il rigore dei protocolli obbligava contrattualmente il gestore alla salvaguardia della biodiversità, prevedendo la decadenza immediata della concessione alla minima violazione". Garanzie che, però, non erano state considerate sufficienti dai detrattori che hanno descritto l'iniziativa come molto impattante e un luogo in cui sarebbero sati svolto rave party. Un dibattito aspro, che ha portato Galli a fare un passo indietro.
L’area in oggetto ha un’estensione di circa 55.788 metri quadri. La concessione era stata strutturata con una durata di due anni (dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2027), con possibilità di rinnovo, e poneva in capo al gestore oneri estremamente rilevanti: la custodia h24, la pulizia, la bonifica e la messa in sicurezza del sito.
“Prendiamo atto con rispetto della decisione di Enrico Galli - dichiara la sindaca Daniela Angelini -, esprimendo però profondo rammarico per un epilogo che vede la città perdere una reale opportunità. La scelta del gestore è maturata in un contesto che negli ultimi tempi è stato reso progressivamente ed eccessivamente teso da polemiche che definire pretestuose è un eufemismo. Ribadisco con fermezza la correttezza dell’operato dell’amministrazione: l’intero procedimento è stato costruito all’interno di un quadro normativo chiaro e garantito, fondato su prescrizioni puntuali e su un sistema di tutele volto a salvaguardare l’area sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Il progetto principale resta la trasformazione dell’ex Polveriera in un’oasi naturalistica all’interno del Parco del Marano: una visione che non è mai stata messa in discussione e che rappresenta il nostro obiettivo strategico di lungo periodo, già validato e finanziato dagli enti superiori. In questo contesto, il bando prevedeva esclusivamente attività temporanee e regolamentate, pensate come strumenti di valorizzazione nella fase di transizione. Ringrazio pubblicamente Enrico Galli, un imprenditore serio e riconosciuto, che avrebbe potuto contribuire alla crescita e all’allungamento della stagione turistica. Purtroppo, il modo in cui l'iniziativa del privato è stata raccontata nel dibattito politico, attraverso interpretazioni distorte e timori non supportati dai fatti, ha condizionato pesantemente l'iniziativa. Questa amministrazione continuerà a lavorare per la valorizzazione dell’area con una visione chiara e sostenibile, senza farsi condizionare da polemiche infondate che hanno come unico risultato quello di allontanare investimenti qualificati dal nostro territorio”.
“La mia decisione di non procedere - spiega Enrico Galli - nasce da una riflessione maturata negli ultimi giorni, alla luce del clima che si è generato attorno al progetto. Un investimento di questo livello richiede una serenità operativa che oggi, purtroppo, è venuta a mancare. Rivendico il mio legame personale e imprenditoriale con Riccione: l’idea progettuale nasceva proprio dalla volontà di contribuire alla crescita della città attraverso un’iniziativa qualificata, capace di inserirsi in un circuito internazionale e generare valore per l’intero sistema economico locale, coinvolgendo alberghi, pubblici esercizi e tutto il comparto dell’intrattenimento. Smentisco con fermezza le ricostruzioni che hanno associato l’iniziativa al concetto di ‘rave’: si tratta di una definizione impropria e fuorviante. La mia proposta si collocava all’interno di un perimetro autorizzato, regolamentato e conforme a tutte le normative vigenti, con standard elevati di sicurezza e organizzazione. Richiamo inoltre il contenuto del bando, che prevedeva prescrizioni stringenti a tutela dell’ambiente e della biodiversità: tali vincoli per noi rappresentavano parte essenziale dell’impostazione progettuale e sarebbero stati integralmente rispettati. Esprimo rammarico per l’assenza di un confronto diretto che avrebbe consentito di chiarire nel merito le caratteristiche della proposta, evitando interpretazioni distorte e strumentalizzazioni politiche. Proprio per rispetto verso il territorio e per evitare ulteriori tensioni, ho deciso di rinunciare alla concessione, conservando tuttavia un sentimento di amarezza per un’opportunità che ritenevo significativa per la città.”












