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Energie rinnovabili. Vitali: ‘Basta convegni, bisogna fare’

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 17 Giu 2010 14:15 ~ ultimo agg. 13 Mag 19:05
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Il presidente Stefano Vitali questa mattina ha presentato la delibera che anticipa il nuovo piano provinciale dell’energia.

“Sono stufo di convegni infiniti e discussioni ideologiche – ha detto il presidente Vitali, -questo è il tempo in cui dobbiamo fare sintesi: sapere quanto territorio possiamo utilizzare, quanti tetti, quanto mare, quanto vento e quante biomasse. Dire quando cominciamo, dove lo facciamo ed entro quanto. La gente ha bisogno di risposte chiare, è finito il tempo delle parole”.

In attesa del nuovo piano dell’energia che richiederà almeno un anno e mezzo, la giunta provinciale ha approvato una delibera che raddoppia la potenza degli gli impianti fotovoltaici realizzabili in terreni agricoli, portandola da 100 a 200 kwatt, e promuove il fotovoltaico sui tetti, le biomasse nelle aree già compromesse come la fascia di terreno tra l’A14 e la nuova SS16, e gli impianti eolici.

Già in esame le domande per la costruzione di un megaimpianto a Casteldelci e tre piccoli a Mondaino, Montefiore e Montegridolfo. Mentre 8 miglia al largo di Rimini, sulla piattaforma Azalea, si sta misurando il vento in vista di un impianto eolico da 400 milioni di euro in grado di fornire alla provincia il 20% del suo fabbisogno energetico.

La provincia di Rimini consuma 1650 gigawatt di energia all’ora. Più del doppio rispetto alla media italiana per kilometro quadrato. E il consumo, già raddoppiato negli ultimi 10 anni, è destinato ad aumentare ancora.
I dati si riferiscono al 2009, quando la provincia aveva 20 comuni e 500kmq di territorio tra i più antropizzati d’Italia. Con l’ingresso dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia ha acquisito 312 kmq di territorio vergine.

Proprio per questo, ha spiegato il presidente Vitali, è giunto il momento di allentare i vincoli sulla produzione di energie alternative, anche perchè altrimenti sarà impossibile centrare l’obiettivo di produrne il 20% in più come richiesto da Regione e Comunità Europea.

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