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Martedì 23 giugno

Emergenza casa. La protesta dei sindacati davanti al consiglio comunale

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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I sindacati confederali riminesi e quelli degli inquilini terranno un presidio il prossimo martedì alle 18 davanti alla sede del consiglio comunale di Rimini in occasione della seduta dell'assise. La richiesta è quella che il comune "si assuma la responsabilità di garantire il diritto all'abitare". Nel volantino con cui invitano i cittadini a partecipare alla manifestazione di protesta, i sindacati mettono in fila alcuni numeri dell'emergenza abitativa riminese: 3.000 famiglie in attesa nelle graduatorie Acer provinciali, 12.600 alloggi sfitti in città, canoni insostenibili col 50% del reddito destinato alle spese per l'abitare. Inoltre con i suoi 2.300 alloggi Acer la provincia di Rimini è ultima in Regione per edilizia popolare. Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat evidenziano come il comune di Rimini eroghi 1,35 milioni di euro di agevolazioni Imu ai proprietari ma i canoni concordati restano tra i più alti in Regione. "Risorse pubbliche - commentano - che non si traducono in benefici reali per gli inquilini".

All'amministrazione si chiede quindi di istituire un fondo per l'emergenza abitativa, di rimodulare le detrazioni IMU per chi affitta a canone concordato, di prevedere quote obbligatorie di edilizia popolare nelle nuove trasformazioni urbanistiche, di promuovere forme di co-housing e di realizzare studentati, alloggi sociali e foresterie per gli stagionali anche con la riconversione di edifici dismessi

 

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