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da venerdì 26 giugno

Estate contemporanea. Due nuove mostre in arrivo ai Palazzi dell’Arte Rimini

In foto: dalla locandina
dalla locandina
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Da venerdì 26 giugno (inaugurazione ore 18.30) al 13 settembre i palazzi storici di piazza Cavour accolgono due mostre, distinte nei temi, nei linguaggi, nelle poetiche e negli stili, che raccontano epoche diverse della cultura visiva contemporanea.

Al piano terra, il pittore Luca Giovagnoli, riminese, propone una sua personalissima antologia. Summer Dream, a cura di Valentina Ciarallo, è un inno alla vita sognata e all’incanto del corpo sospesi su una tela in cui s’intessono insieme metafisica, pop, illustrazione, inquietudini depisisiane, omaggi a David Hocney, recentemente scomparso. L’estate è il luogo congeniale per il piacere, la contemplazione, il pensiero che sconfina nel sogno: la pigrizia del meriggio come virtù artistica, cifra ambientale d’ispirazione. Il suo sentimento dell’eros e del paesaggio, soprattutto marino, trova nella pittura piena, insieme densa e sobria, stenografica e sensuale, la soluzione di quell’«appetito di gioia» che vi ha scorto, giustamente, Marco Missiroli.

Luca Giovagnoli conduce lo spettatore al limite di un sovrammondo rivierasco, dove una realtà da réclame o da ricordo fotografico, diviene, improvvisamente, trasmutante e viva, fiume di colore in movimento, pensieri e desideri rimeditati con la carnalità del colore.

Sailing to Byzantium. 6 Artists from New York, a cura di Richard Milazzo, è un progetto di ampio respiro che, dopo essere stato già esposto a Venezia, a Palazzo Tito, giunge a Rimini, sorella adriatica della Serenissima. Le due città, difatti, guardano dalla soglia dell’Adriatico verso l’Oriente; e così, la lirica di Willam Butler Yeats, Veleggiare verso Bisanzio, invita a una trasmigrazione, non solo geografica, ma a un movimento dal visibile al trascendente, senza che l’aspetto del sensibile, sia mai dimenticato, ma piuttosto ricondotto all’eternità dell’opera artistica. Le tecniche a stampa impiegate, sono come un grande atelier di idee, visioni, concetti, esperienze, offerti su grandi superfici di potente suggestione estetica.

La mostra squaderna insieme le incisioni vibranti ed elegantissime di Donald Baechler, le sperimentazioni turbinanti di Ross Bleckner, figlie di un estremo naturalismo, i rilievi materici di Peter Halley, i virtuosismi percettivi di Vik Muniz, le sperimentazioni simbolico-semiotiche di Peter Nagy e l’energia cinematografica e cartellonistica dell’immaginario pop di Walter Robinson. Un concerto di immagini, di folgorazioni segniche e cromatiche che ci guida in un lungo viaggio dalla scena di New York degli anni Ottanta all’atmosfera adriatica di una Rimini moderna, sempre sospesa, tra Giotto a Bisanzio, sull’«artificio dell’eternità» (Yeats).

Ingresso gratuito

dal Martedì alla Domenica 10 – 13 16 – 19

Apertura serale in Luglio e agosto anche il Mercoledì 21 – 23

 

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