Doppia imposizione a frontalieri: Bulgarelli interroga i ministri
La condizione giuridica dei lavoratori frontalieri italiani nella repubblica di San Marino, ormai quasi 6000, è da tempo al centro di iniziative legislative in sede nazionale e europea, scrive Bulgarelli.
I frontalieri lamentano infatti di dover pagare le tasse imposte dallo stato di San Marino, senza però godere degli stessi diritti dei cittadini sanmarinesi, mentre lo stato italiano intende sottoporre a doppia imposizione fiscale il reddito dei cittadini italiani lavoranti all’estero.
Il 21 marzo di quest’anno è stato siglato un accordo bilaterale tra i due paesi, non ancora votato dal parlamento italiano, che all’articolo 15 introduce il principio secondo cui i frontalieri dovranno pagare le tasse anche in Italia, godendo però di un abbattimento del 65% che verrà introdotto con una legge ordinaria.
Per i lavoratori italiani che lavorano presso altri stati, ricorda il parlamentare, come la Svizzera o la Città del Vaticano, non è previsto il regime della doppia imposizione fiscale; in particolare, per quanto riguarda lo stato vaticano, ci sarebbero analogie con la vicenda dei lavoratori sanmarinesi; in entrambi i casi, infatti, si configura un rapporto tra un paese CEE di grandi dimensioni, l’Italia, e un paese extra CEE – lo Stato di Città del Vaticano o quello di San Marino – che costituiscono delle enclavi all’interno del territorio italiano; l’art. 17 del “Trattato fra la Santa Sede e l’Italia” sancisce l’esclusione della base imponibile dei redditi prodotti dai frontalieri italiani che si recano quotidianamente in Vaticano; Bulgarelli quindi chiede:
se il ministro del lavoro e delle politiche sociali non ritenga che ai lavoratori italiani a San Marino non vadano garantiti gli stessi diritti di cui godono i lavoratori sanmarinesi e i lavoratori stranieri in italia;
per quale motivo il nostro governo non prevede anche per i lavoratori frontalieri italiani a San Marino l’esclusione della base imponibile dei redditi prodotti in territorio straniero, così come accade per i lavoratori italiani che erogano le loro prestazioni nello stato di Città del Vaticano.
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