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entro 10 giorni

Disposta imputazione coatta per i fratelli Barzan. Ipotesi: infedele patrocinio

In foto: L'avvocata Nunzia Barzan, Manuela Bianchi e il criminalista Davide Barzan
L'avvocata Nunzia Barzan, Manuela Bianchi e il criminalista Davide Barzan
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 13 Apr 2026 13:56 ~ ultimo agg. 14:57
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La decisione è arrivata nella mattinata di lunedì, mentre era in corso il processo a carico di Louis Dassilva. La gip di Rimini, Raffaella Ceccarelli, ha disposto che la Procura della Repubblica formuli imputazione coatta nei confronti dell'avvocata Nunzia Barzan e del consulente Davide Barzan, per infedele patrocinio. E' stato disposto che l'imputazione arrivi entro 10 giorni. L'indagine per la verifica di un eventuale infedele patrocinio dell'avvocato e del consulente, che rappresentano ancora la nuora della vittima, Manuela Bianchi, era scattata in seguito alla denuncia dei legali di Louis Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi, relativamente al caso dell'omicidio di Pierina Paganelli.

Questa mattina si è discussa l'opposizione all'archiviazione davanti al gip Ceccarelli. La decisione di imputazione coatta è legata al ruolo della nuora di Pierina che, per un certo periodo, si è trovata a condividere gli avvocati con gli altri protagonisti della vicenda, cioè Dassilva, la moglie di quest'ultimo, Valeria Bartolucci, e il fratello di Manuela, Loris. "La Bianchi - scrive il gip -, in seno ai cinque incidenti probatori (primo fra tutti quello sulle indagini sul DNA) successivamente quindi al mandato difensivo comune a tutti gli attenzionati, è diventata di fatto la principale accusatrice di Dassilva modificando le sue versioni". Una circostanza che per il gip merita una trattazione in processo.

Sempre la Gip poi aggiunge: "Nelle mutate vesti dei personaggi, gli unici a rinunciare mai al mandato difensivo dei fratelli Bianchi, né a raccogliere il doveroso consenso del Dassilva o della Bartolucci, che erano stati loro clienti quando le posizioni erano potenzialmente tutte equiparabili, sono stati i fratelli Barzan, che nel merito, così violando norma e difesa, si sono avvantaggiati di ogni tipo di informazione utile alla posizione Bianchi a discapito della trasparenza necessaria e doverosa verso l'odierno opponente (Dassilva, ndr), visto il coinvolgimento come difensori di fiducia dello stesso nell'originaria posizione e di tutte le informazioni allora raccolte direttamente dal Dassilva".

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