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Giornata Mondiale del Malato

Diocesi di Rimini: inaugurata la mostra su "Ermanno «storpio»" all'Infermi

In foto: la mostra
la mostra
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Gio 12 Feb 2026 11:41 ~ ultimo agg. 12:04
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È stata inaugurata mercoledì 11 febbraio, presso l’Open Space DEA (piano 0) dell’Ospedale Infermi di Rimini, la mostra “Un tesoro in vasi di creta. Ermanno ‘lo storpio’ chiamato a guardare in alto”, alla presenza del vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi.
L’esposizione, allestita dal 5 al 15 febbraio 2026 in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, è promossa dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, con il contributo della Fondazione Gigi Tadei, ed è stata realizzata nel 2025 in occasione della 46ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli a cura dell’Associazione “La Mongolfiera”.
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 21, con accesso libero e possibilità di visite guidate su prenotazione (tel./WhatsApp 320 4644805).

La mostra racconta la vita di Ermanno di Reichenau, monaco benedettino dell’XI secolo, segnato da una grave disabilità fisica e tuttavia ricordato come “la meraviglia del secolo”. La sua figura interpella ancora oggi con domande radicali: come stare di fronte al mistero della disabilità e del dolore senza disperare? È possibile vivere il proprio limite come una risorsa? Come custodire e far fruttare il tesoro racchiuso nel nostro “vaso di creta”?

Attraverso pannelli, testi e testimonianze contemporanee, l’esposizione non si limita a rievocare una vicenda storica, ma rimanda a esperienze vive di oggi: volti e luoghi che condividono le stesse fatiche di Ermanno e documentano come ogni vita, anche la più fragile, possa essere una meraviglia da custodire. All’ideazione e realizzazione della mostra durante l’edizione 2025 del Meeting ha concorso anche La Mongolfiera, un’organizzazione di volontariato che sostiene concretamente le famiglie con figli con disabilità attraverso momenti di condivisione e accompagnamento nella vita quotidiana, iniziative sportive, culturali e di raccolta fondi. La Mongolfiera è presente a Rimini attraverso l’azione di una ventina di volontari riminesi che accompagnano stabilmente le famiglie con figli con disabilità.


“Abbiamo voluto allestire questa mostra in ospedale perché desideriamo farci davvero vicini a ogni persona malata e sostenere il lavoro quotidiano degli operatori sanitari, a cui va il nostro grazie», spiega Anna Forlani, coordinatrice dell’Ufficio di Pastorale della Salute della Diocesi di Rimini. «L’Ufficio e tutta la Diocesi hanno a cuore che anche in un luogo segnato dalla sofferenza possano entrare segni di verità e di bellezza. È una testimonianza concreta di come la fede possa accompagnare, sostenere e dare speranza dentro l’esperienza della malattia. E siamo molto riconoscenti a Francesca Raggi, direttore medico del Presidio ospedaliero di Rimini, per aver accolto la mostra nell’Ospedale Infermi”.


“La Giornata Mondiale del Malato ha visto la Diocesi particolarmente impegnata in tutta la provincia - commenta il vescovo Nicolò Anselmi - abbiamo celebrato l’Eucaristia e visitato i malati negli ospedali di Rimini, Riccione, Santarcangelo e Cattolica, oltre che nella casa di cura «Valloni». È stato un tempo intenso di preghiera e di incontro.
La condizione di fragilità in cui si trova la persona malata interpella profondamente tutti noi. È fondamentale sostenere gli ammalati e le loro famiglie, ma anche medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutto il personale sanitario, che con professionalità e umanità si prendono cura dei più deboli. L’attenzione della Chiesa verso le persone fragili è un segno sempre più evidente e concreto della sua missione.

Anche il convegno proposto ha offerto uno spunto prezioso: la malattia e le ferite possono diventare occasione di relazione e di riscoperta dell’essenziale, così come dalla morte di Gesù è scaturita la salvezza per l’umanità. La sofferenza, che muove il cuore di tanti, può trasformarsi in un cammino di rinascita.
 In questo contesto si inserisce la mostra dedicata a Ermanno di Reichenau, monaco benedettino gravemente disabile. Il suo limite non gli ha impedito di diventare un catalizzatore di amore e di cultura, una «meraviglia» per il suo tempo. La sua vita è un esempio luminoso di come ogni aspetto dell’esistenza, anche il più segnato dalla fatica, possa essere messo a frutto.
Molto toccanti sono anche le testimonianze delle famiglie con figli con disabilità che accompagnano l’esposizione: sono semi di speranza, segni concreti che ogni vita, anche la più fragile, è un dono prezioso”.


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