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maxi inchiesta in tutta italia

Detenevano centinaia di file pedopornografici, due uomini arrestati a Rimini

di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Mar 19 Dic 2023 16:38 ~ ultimo agg. 6 Giu 15:56
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Nell’ambito di una complessa operazione di contrasto alla pedopornografia, diretta dalla Procura della Repubblica di Venezia, la polizia Postale ha arrestato in flagranza 28 persone in tutta Italia, due delle quali in provincia di Rimini. Si tratta di un 49enne riminese, che vive con i genitori, e un 38enne tunisino. Ad entrambi sono stati sequestrati i dispositivi informatici in loro possesso: telefonini e computer. Gli arresti dei due ‘riminesi’ sono già stati convalidati dalla gip Raffaella Ceccarelli, che ha confermato la misura della detenzione cautelare in carcere. Il 49enne in particolare, difeso dall’avvocatessa Monica Cappellini del Foro di Rimini, ha ammesso tutti gli addebiti contestati, riconoscendo di essere malato e spiegando di aver frequentato senza successo una percorso terapeutico per un anno. Gli arrestati devono rispondere di detenzione “di ingente quantità” di materiale pedopornografico, mentre altre 23 persone sono state denunciate per diffusione e detenzione di materiale di pornografia minorile.

Foto e video choc aventi ad oggetto minori, anche piccolissimi, viaggiavano online tra centinaia di utenti di tutto il mondo. Nel corso dell’indagine, condotta per oltre sei mesi dagli agenti sotto copertura su una piattaforma di messaggistica, sono stati monitorati circa 130 spazi virtuali. Cinquantanove i decreti di perquisizione personale e informatica richiesti e ottenuti nei confronti di altrettanti utenti italiani, appartenenti dalla ‘community’ internazionale di pedofili. Altre centinaia di utenti esteri, sia europei che extraeuropei, sono stati segnalati dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni agli Stati interessati attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia.

Nel corso delle perquisizioni, come detto, sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici con decine di migliaia di file pedopornografici, che saranno oggetto di ulteriori analisi per individuare eventuali altri utenti.

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