Decreto Lavoro. Zanzini (Confcomm.): segnale importante per un mercato più equo
Salario “giusto” basato sui CCNL più rappresentativi, 934 milioni per assumere stabilmente, sgravi per trasformare contratti a tempo indeterminato e stretta sul caporalato, anche digitale. Sono i quattro punti caratterizzanti il Decreto Lavoro varato dal Governo che raccoglie il giudizio positivo della Confcommercio.
“Valutiamo positivamente il nuovo Decreto - dice il presidente provinciale Giammaria Zanzini - che rappresenta un intervento strutturato e con risorse rilevanti a sostegno dell’occupazione. In linea con quanto sottolineato dal presidente nazionale Carlo Sangalli riteniamo particolarmente importanti le misure rivolte a favorire l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro di giovani e donne, elementi fondamentali anche per il tessuto economico della nostra provincia".
Secondo i dati del Rapporto regionale sul mercato del lavoro 2025, in provincia di Rimini si registra un tasso di occupazione del 75,4% nella fascia 20‑64 anni, (+3,5% rispetto al periodo pre-pandemico) con una crescita sostenuta in particolare dai servizi e dal comparto turistico, ma il tasso di giovani che non studiano e non lavorano si attesta all’8,2%, con un valore più elevato tra le giovani donne.
"Bene dunque questo decreto, che per la prima volta - sottolinea Zanzini - richiama esplicitamente la contrattazione collettiva non per definire un salario minimo, ma per garantire il giusto salario. È un riconoscimento concreto del ruolo delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, che assicurano equilibrio tra tutela dei lavoratori e sostenibilità per le imprese”.
Un tema, quello del contrasto al dumping contrattuale, caro a Confcommercio e FIPE. “Si tratta di una battaglia di legalità e di correttezza del mercato, perché l’utilizzo di contratti non rappresentativi rischia di comprimere i diritti dei lavoratori e, allo stesso tempo, di penalizzare le imprese sane, alimentando fenomeni di concorrenza sleale. Secondo le stime dell’Ufficio studi Confcommercio, l’applicazione di questi contratti determina per i lavoratori una perdita media di circa 8.000 euro annui, con punte fino a 12.000. Come sottolineato anche da Maurizio Del Conte, docente diritto del lavoro, fissare un salario minimo per legge è una soluzione troppo semplice che non risolve il problema reale del lavoro povero. Puntare al concetto di salario giusto come sancito dall’ Art. 36 della Costituzione, permette una retribuzione complessiva adeguata, non solo la paga oraria”.
“Questo Decreto - prosegue Zanzini - mette al centro il ruolo fondamentale del CCNL come presidio di legalità e strumento essenziale per garantire un equilibrio tra diritti e competitività, anche attraverso il vincolo del rispetto del giusto salario per accedere agli incentivi e l’introduzione di strumenti di monitoraggio e trasparenza. Questo provvedimento è un ulteriore passo avanti nel solco delle richieste di Confcommercio, dopo la recentissima decisione da parte del CNEL della completa riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, che consente per la prima volta di disporre di una base informativa trasparente, accessibile e strutturata. Ora arriva anche l’obbligo di indicare nelle offerte di lavoro il contratto applicato e la retribuzione, oltre alla creazione di un monitoraggio con il coinvolgimento di INPS, ISTAT, CNEL e Ispettorato del lavoro. Si tratta di strumenti utili per rafforzare la trasparenza e contrastare pratiche scorrette - conclude Zanzini - fermo restando che il tema del lavoro di qualità non può esaurirsi nel solo aspetto retributivo, ma deve comprendere anche tutti gli elementi del trattamento complessivo, come ferie, malattia e tutele integrative. Confcommercio Rimini continuerà a lavorare, insieme alle altre parti sociali, per promuovere un mercato del lavoro sano, equo e competitivo”.












