Ddl sicurezza. Giani (Lega) risponde a Magrini: piagnistei di chi nega problema
L'assessore "frigna sulla stampa perché, a suo dire, il Governo scaricherebbe sui Comuni e sulle Polizie municipali il contrasto a degrado, bande giovanili e maranza". Il segretario della Lega di Rimini Gilberto Giani risponde alle dichiarazioni di Juri Magrini che aveva definito "Inapplicabile e giuridicamente fragile" il ddl sicurezza (vedi notizia).
"A parte la parzialità e la strumentalizzazione con cui Magrini interpreta l’orientamento dell’esecutivo nazionale, vorremmo capire che significato dia l’assessore alla delega che gli è stata affidata sulla sicurezza urbana. Certo fa comodo criticare un giorno sì e l’altro pure il Governo e pretendere sempre più Forze dell’Ordine quando non si è in grado di pianificare localmente azioni anti-degrado e di controllo del territorio. E non crediamo affatto che operatori della Polizia locale ben formati si tirerebbero indietro rispetto a un compito che è già previsto dalle norme vigenti. Se il tema è il fermo preventivo quando si individuino comportamenti da mettere a rischio la sicurezza, per esempio nei luoghi della movida o in piazze affollate, ci sembra che le norme già lo prevedano e che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza tra cui sono compresi anche gli agenti di Polizia locale. Quindi dove sta il problema?", chiede Giani.
"Noi crediamo che il ruolo della Polizia locale sia fondamentale sul fronte della vivibilità delle città, ruolo che deve obbligatoriamente essere coordinato con il sistema della sicurezza nazionale. Il vero, enorme problema di Magrini, del sindaco e dell’intera classe dirigente del Pd è l’aver negato il problema ‘sicurezza’ tanto da respingere anche l’ipotesi di istituire una ‘zona rossa’ per presidiare le aree riminesi più a rischio microcriminalità e degrado. Se il problema non esiste, assessore Magrini, a che servono i piagnistei e le critiche contro il Governo?”.










