Femminicidio a Coriano. Gli interventi di cordoglio e le riflessioni
Un'intera comunità scossa per il femminicidio di Tania Sperindio, la 63enne uccisa dall'ex marito reo confesso. Il dolore, il cordoglio, la vicinanza ai figli e ai familiari si unisce a riflessioni che interrogano le istituzioni, il contesto sociale, le realtà che ogni giorno con il loro lavoro accompagnano le donne vittime di violenza.
La tragica uccisione di una donna avvenuta ieri a Mulazzano di Coriano ci lascia profondamente sconvolti e addolorati. Di fronte a un fatto così grave, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra più sincera vicinanza ai familiari, ai figli e a tutte le persone colpite da questa immensa tragedia.
Mentre resta in capo alla magistratura e alle forze dell'ordine il compito di accertare con rigore ogni responsabilità e di ricostruire con precisione i fatti, sentiamo il dovere di ribadire con forza che la violenza contro le donne non è un fatto privato né un'emergenza episodica. Si tratta di un dramma culturale e sociale che richiede l'impegno quotidiano di tutte le istituzioni, politica, scuola, associazioni e dell'intera comunità.
Ogni femminicidio rappresenta una sconfitta per tutti. Per questo è necessario continuare a investire nella prevenzione, nel contrasto a ogni forma di discriminazione, nel sostegno concreto ai centri antiviolenza e alle reti di protezione per alimentare la cultura del rispetto ma soprattutto per
intercettare quel disagio nella speranza che possa non trasformarsi in tragedia. Come Partito Democratico di Coriano ci uniamo al dolore della comunità e rinnoviamo il nostro impegno affinché nessuna donna debba più temere per la propria vita. Il rispetto, la parità e la cultura della non violenza devono essere valori condivisi e difesi ogni giorno. Alla famiglia della vittima rivolgiamo il nostro cordoglio più sincero, nel rispetto del loro dolore e della loro riservatezza.
La Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Rimini e la Conferenza delle Donne Democratiche dell'Emilia-Romagna esprimono profondo dolore e sgomento per la morte di Tania Sperindio. Mentre la magistratura è impegnata nell'accertamento delle responsabilità e della dinamica dei fatti, il nostro primo pensiero e il nostro cordoglio va ai familiari, agli amici e a tutte le persone che hanno voluto bene a Tania. Ancora una volta una donna perde la vita in un contesto riconducibile alla violenza di genere. È una realtà che continua a ripetersi con una frequenza inaccettabile e che impone a tutte le istituzioni, alla politica e alla società una riflessione profonda. Il femminicidio non è un fatto privato né il frutto di un raptus: è l'esito più estremo di una cultura del possesso e della disparità tra donne e uomini che ancora attraversa il nostro Paese.
La Portavoce regionale della Conferenza delle Donne Democratiche dell'Emilia-Romagna, Marcella Zappaterra, dichiara:
"Ogni donna uccisa rappresenta una sconfitta per l'intera comunità. Non possiamo limitarci all'indignazione ogni volta che una vita viene spezzata. È necessario investire con decisione sulla prevenzione, sull'educazione alle relazioni rispettose, sull'affettività e sul contrasto agli stereotipi di genere fin dalla scuola. Barbara Di Natale, Portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Rimini, aggiunge:
"Questa tragedia colpisce profondamente il nostro territorio e ci richiama tutti a una responsabilità collettiva. Le comunità locali devono diventare luoghi nei quali nessuna donna si senta sola. È fondamentale rafforzare la rete tra istituzioni, servizi sociali, scuole, centri antiviolenza, associazioni e forze dell'ordine, affinché ogni segnale venga riconosciuto e ogni richiesta di aiuto trovi una risposta tempestiva. La cultura del rispetto si costruisce ogni giorno e riguarda ciascuno
di noi. Come Donne Democratiche continueremo a promuovere iniziative di sensibilizzazione e proposte concrete perché il contrasto alla violenza di genere sia una priorità permanente"
Esprimiamo il nostro più sincero cordoglio ai figli, ai familiari e a tutte le persone che volevano bene a Tania. Di fronte a una tragedia come questa non possono esserci parole sufficienti per colmare il dolore che colpisce un'intera comunità.
Ogni femminicidio rappresenta una sconfitta per l'intera società. Non possiamo limitarci all'indignazione quando questi fatti accadono: è necessario rafforzare la prevenzione, investire nell'educazione al rispetto e all'affettività, sostenere con maggiori risorse i centri antiviolenza e garantire strumenti efficaci per intercettare tempestivamente le situazioni di rischio. Colpisce che, secondo quanto emerso finora, non vi fossero segnali evidenti che lasciassero
presagire un epilogo tanto drammatico. Questo dimostra quanto sia complesso il fenomeno della violenza di genere e quanto sia fondamentale costruire una rete capace di proteggere le donne anche nelle situazioni che possono apparire prive di elementi di allarme.
Confidiamo nel lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Ma il nostro impegno deve andare oltre il momento del dolore: ogni istituzione ha il dovere di fare la propria parte affinché nessuna donna debba più perdere la vita per mano di chi diceva di amarla.
Alla famiglia di Tania e ai suoi cari va la nostra vicinanza più sentita in questo momento di immenso dolore".
ripetere fin troppo spesso c’è una persona, Tania Sperindio, ci sono dei figli, c’è una famiglia che da ieri sera non sarà più la stessa. A loro va il mio cordoglio più
sincero. Ogni volta ci diciamo che non deve più accadere, e ogni volta ci ritroviamo qui a contare un’altra vittima – prosegue –. Non possiamo permetterci di abituarci. Nel momento in cui l’uccisione di una donna diventa quasi una notizia come le altre, come comunità abbiamo già perso qualcosa. Un passo importante lo Stato lo ha compiuto. Con la legge 181 del 2 dicembre 2025, voluta dal Governo Meloni e approvata all’unanimità dal Parlamento, l’Italia è il primo Paese in Europa a mettere il femminicidio nel codice penale come reato a sé, punito con l’ergastolo. Non è una formula giuridica: significa dire, nero su bianco, che chi uccide una donna in quanto donna risponde della pena più severa prevista dal nostro ordinamento. Sarei però ipocrita se mi fermassi qui. Le leggi
servono, ma intervengono dopo. Il lavoro vero si fa prima: nelle scuole, con l’educazione al rispetto; a fianco dei centri antiviolenza, da sostenere davvero e non
solo a parole; nelle reti che proteggono chi trova il coraggio di chiedere aiuto. È qui che anche la Regione deve fare la sua parte, al di là delle bandiere di partito. lla famiglia di Tania e a tutta la comunità di Coriano siamo vicini. E continuerò a battermi, in ogni sede, perché a queste donne garantiamo non solo giustizia quando ormai è tardi, ma protezione quando si è ancora in tempo. È l’unica cosa che può davvero salvare una vita"










