Dassilva, primo giorno da uomo libero. La Procura promette battaglia in Appello
Assolto per "non aver commesso il fatto". Louis Dassilva non è l'assassino di Pierina Paganelli. Così ha stabilito la Corte d'Assise di Rimini - presieduta dalla giudice Fiorella Casadei e composta dal giudice a latere Alessandro Capodimonte e dai sei giudici popolari - che a sorpresa ha ritenuto non colpevole il 36enne senegalese.
Alla lettura della sentenza, accolta dall'applauso fragoroso del pubblico in aula, Dassilva è scoppiato in un pianto liberatorio, abbracciato dai suoi difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che non hanno dubitato neppure per un secondo della sua innocenza. Comprensibilmente scatenata la moglie di Louis, Valeria Bartolucci, che ha dato sfogo a tutta la sua felicità prima in aula poi all'esterno del carcere dei Casetti, dove il marito è uscito da uomo libero poco prima delle 4. I coniugi, però, non torneranno a vivere nel loro appartamento in via del Ciclamino: "Troppi brutti ricordi lì, abbiamo bisogno di voltare pagina".
Sorpresi e amareggiati i familiari di Pierina Paganelli, usciti dall'aula senza rilasciare alcuna dichiarazione. I legali che li rappresentano, Monica e Marco Lunedei, insieme al collega Andrea Scifo, hanno promesso battaglia in Appello. Lo stesso farà la Procura, che ha già preannunciato ricorso. Per l'avvocata di Manuela e Loris Bianchi, Nunzia Barzan, e per il criminalista Davide Barzan, quello dell'accusa è stato un lavoro "investigativo rigoroso e metodologico". "Le motivazioni della sentenza - dicono - giocheranno un ruolo determinante nel futuro appello". Per conoscerle, però, bisognerà attendere 90 giorni.










