Confesercenti: negozi e mercati siano tra i primi a riaprire
Aperture negozi e mercati da subito, agevolazioni aggiuntive sugli affitti. Sono alcune delle proposte avanzate dal presidente della Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini, che riflette sulla Fase 2.
“C’è un settore, fatto di piccoli negozi artigiani e ambulanti – spiega Vagnini – che con regole certe e più agevoli possono riaprire. In maggioranza sono di piccole metrature e facilmente gestibili. Cominciamo dagli ambulanti, dai negozi che già prima e dalla chiusura dell’11 di marzo funzionavano con entrate di 2 persone alla volta; gli artigiani che in piccoli spazi si riescono a gestire più facilmente. Si può ragionare anche sugli orari delle aperture: l’importante è che ricominciamo con la vita quotidiana per ridare un po’ di normalità, è una necessità, questo stallo sta diventando pericoloso anche per la tenuta sociale del paese”.
Confesercenti ricorda che il 35% delle entrate annue dello Stato si basano sull’iva: “se chiude una piccola impresa, che sono la stragrande maggioranza, prima di tutto lo Stato perderebbe un’entrata, ma l’aspetto più grave è che le persone disoccupate si andrebbero ad aggiungere a quelli che richiedono il reddito di cittadinanza, oppure si aggiungerebbero alle fila della Caritas o peggio ancora”
Fondamentale prevedere da subito delle agevolazioni: “Si deve partire dalla cancellazione delle tasse locali per il 2020, e dal fatto che per quanto riguarda la Tari, per lo meno per quei mesi che i negozi sono stati chiusi, di immondizia non è stata prodotta. Ci aggiungerei le tasse nazionali, ci vuole un piano Marshall per il 2020 con il quale ridurle il più possibile, se non azzerarle”
Sugli affitti dovrebbe intervenire una legge nazionale per non fare pagare i due mesi durante i quali le attività sono state chiuse. Il 60% di credito di imposta non basta, è necessario arrivare al 100%. “È poi necessaria una linea guida per rinegoziare gli affitti, dopo le riaperture ci sarà, come si prevede, un calo dei consumi; i negozi già faticavano prima per cui anche per questo non sarà facile per loro sopravvivere. Per i proprietari degli immobili dati in affitto chiediamo la reintroduzione della cedolare secca del 20% che è stata tolta”.










