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Concessioni. Petitti: servono chiarezza e decreto. Assenza al SUN non è segnale

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Al tema bisogna approcciarsi con i criteri richiesti dalla Comunità Europea: “Il percorso va ripreso da dove si era interrotto. Noi vogliamo un decreto legislativo, tra l’altro previsto proprio dal decreto comunitario del 2011 e che deve essere concordato con le Regioni e gli enti locali” – ha spiegato questa mattina la Petitti alla nostra trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv).
Nel caso specifico del comune di Rimini, “Oggi sarebbe strano, visto che possiamo agire sul lungomare, sarebbe strano che questa possibilità non potesse essere messa in relazione con la riqualificazione dell’arenile. La stessa riqualificazione tra l’altro prevista dal piano strategico del Comune di Rimini con tutte le associazioni comprese quelle dei balneari”.
Sulle linee differenti del PD a livello locale e nazionale: “Sono punti di vista differenti, perché in Italia le nostre spiagge hanno peculiarità diverse. Si tratta di arrivare una soluzione che trovi il consenso degli operatori ma anche di chi amministra il bene delle nostre spiagge. Io credo che ci siano le possibilità per fare questo lavoro andando avanti con il lavoro di concertazione che è iniziato con questo governo: io do il merito al sottosegretario Baretta di essersi a preso a cuore nel tavolo, a cui ho sempre partecipato, del tema dei canoni pertinenziali, siamo riusciti a posticipare la scadenza per i pagamenti. Abbiamo affrontato il tema come non era mai stato fatto nei governi precedenti. Ma non possiamo pensare di semplificare il problema arrivando alla soluzione della privatizzazione delle spiagge”.
L’assenza degli amministratori locali del PD all’assemblea di ieri al SUN “non rappresenta nessun segnale”, mentre sui toni (oggi il Corriere Romagna cita un messaggio minaccioso del Movimento Balneare che gira sul web) l’invito è a tornare nei giusti limiti: “Le minacce non sono accettabili, serve sempre un confronto dialettico. Saranno i fatti a dimostrare la volontà del Governo a risolvere questo problema, di prendersene cura in maniera molto seria e cercando di capire davvero nel complesso di cosa stiamo parlando. Le esigenze degli operatori sono fondamentali ma dobbiamo far capire che stiamo parlando di un bene pubblico che non può essere privatizzato”

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