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Sabbia che scotta

Concessioni, ok dal Senato alla riforma. Balneari sul piede di guerra

In foto: repertorio
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di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura 2 min
Sab 9 Nov 2024 11:09 ~ ultimo agg. 2 Giu 00:30
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Il decreto Fitto sulle concessioni demaniali, dopo l’approvazione alla Camera, ha avuto anche il via libera al Senato. La strada della riforma, a cui manca solo la firma del presidente Mattarella, è quindi segnata. Gli operatori restano però sulle barricate e si dicono pronti alla mobilitazione.
Il provvedimento proroga le concessioni fino al 30 settembre 2027 ma i comuni entro il 30 giugno dello stesso anno dovranno predisporre le gare per le evidenze pubbliche. Tra gli aspetti maggiormente contestati dai balneari, il fatto che la norma preveda solo che i nuovi gestori riconoscano ai titolari uscenti un corrispettivo economico pari agli investimenti non ammortizzati e all’equa remunerazione di quelli effettuati negli ultimi cinque anni. Niente valore aziendale, quindi. A calcolare l’indennizzo sarà un perito sulla base dei criteri che il Ministero dovrà emanare entro il 31 marzo del prossimo anno. Esclusi dall’ambito di applicazione della direttiva le società e le associazioni sportive dilettantistiche, titolari di concessioni balneari, che svolgano attività no-profit in via stabile e principale come club nautici e i circoli velici. Sul piede di guerra gli operatori balneari che, in una nota congiunta dei presidenti nazionali di Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti, Capacchione e Rustignoli, puntano il dito sul fatto che non sia stato affrontata la questione della scarsità della risorsa (presupposto per la corretta applicazione della Direttiva Bolkestein) e su quello che definiscono “l’irrisorio valore dell’indennizzo” calcolato sugli investimenti di cinque anni “segnati dal Covid e dall’incertezza sulla durata delle concessioni“. Altro aspetto contestato, il mancato coinvolgimento degli enti concedenti, Regioni e Comuni. Le categorie, che si dicono “tradite” dal Governo, pensano a dure azioni di protesta con la chiusura prolungata degli stabilimenti in alcuni giorni dell’estate 2025. Di tutt’altro avviso l’associazione Mare Libero che, col suo presidente Biagini, ricorda invece che già nel novembre 2021 il Consiglio di Stato aveva decretato illegittime le proroghe concesse e quindi scadute le concessioni vigenti. “Solo per un ulteriore favore ai concessionari “scaduti” – scrive – ne ha “modulato gli effetti” al 31.12.2023, lasciando la possibilità, in ogni caso e a chi volesse, già da allora di procedere alle pubbliche evidenze, di indirle il giorno dopo“. Inoltre secondo Biagini anche l’ulteriore proroga al 2027 e gli indennizzi previsti dall’attuale provvedimento sarebbero agevolazioni “anticoncorrenziali illegittime.

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