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agevolati grandi gruppi?

Concessioni balenari. Zanzini (Confcommercio): Comune scopra le carte

In foto: Giammaria Zanzini
Giammaria Zanzini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Le indiscrezioni sui criteri comunali che guideranno i bandi per le concessioni balneari preoccupano il presidente di Confcommercio Rimini Giammaria Zanzini: “Il Comune scopra le carte. No alla legge della giungla e a una spiaggia consegnata ai grandi gruppi. La priorità alle macro aggregazioni cancellerebbe imprese familiari, pluralità dell’offerta e identità della balneazione romagnola. Non chiamatela innovazione: sarebbe una selezione basata esclusivamente sulla forza economica. Non è più il tempo delle ambiguità: il Comune deve dire apertamente quale modello di gestione del demanio marittimo intende costruire”. I timori di Zanzini sono legate anche al piano spiaggia, con una sovrapposizione definita delicata: “In queste settimane si sta decidendo come verranno identificati i lotti di spiaggia da mettere a gara, quali progetti saranno privilegiati e, soprattutto, chi avrà concretamente la possibilità di partecipare. Dietro formule apparentemente tecniche si nasconde una scelta politica ed economica destinata a cambiare per sempre il volto del nostro litorale. Rimini è l’unico Comune della Romagna ad avere inserito nel proprio strumento urbanistico il sistema delle macro e micro aggregazioni: in tutti gli altri Comuni della regione, i bandi saranno esclusivamente sulle singole concessioni. Un’impostazione tutta riminese nata con il Piano dell’arenile proposto nel 2023, approvato nel 2025 e già interessato da varianti sostanziali.

"Il Comune deve chiarire immediatamente se, nelle aree in cui saranno presentate manifestazioni di interesse sia per micro aggregazioni sia per macro aggregazioni, intenda attribuire una priorità automatica ai progetti più grandi. Perché, se così fosse, i nostri timori sarebbero pienamente fondati. La precedenza alle macro aggregazioni - sottolinea il presidente - rischierebbe di innescare una vera e propria legge della giungla, nella quale il soggetto economicamente più forte finirebbe inevitabilmente per prevalere sulle imprese più piccole. Le dimensioni degli investimenti richiesti potrebbero aprire la strada a grandi gruppi e fondi di
investimento estranei al tessuto imprenditoriale che ha costruito il successo turistico di Rimini.


Il rischio, per Confcommercio, è quello di un progressivo appiattimento dell’offerta turistica. “Le macro aggregazioni possono significare omologazione, standardizzazione e perdita di identità. Il risultato potrebbe essere una Rimini trasformata in un gigantesco villaggio turistico, identica a decine di località in giro per il mondo”. Confcommercio chiede quindi al Comune di rendere pubblici, prima della stesura definitiva dei bandi, i criteri per la formazione dei lotti, le modalità di valutazione delle manifestazioni di interesse e le garanzie previste contro la concentrazione delle concessioni nelle mani di pochi grandi soggetti.

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