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"ripristinare legalità"

Concessioni in stallo. Mare Libero: ancora nessun bando pubblicato

In foto: la spiaggia di Rimini
la spiaggia di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 20 Gen 2026 14:34 ~ ultimo agg. 14:53
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Continua a tenere banco la discussione sul futuro delle spiagge italiane. A Rimini torna ad alzarsi la voce dell'associazione "Mare libero" che ricorda come ancora non si sia dato seguito nei fatti alle delibere di giunta che sia nel 2023 che nel 2024 mettevano il piano spiaggia come cornici per definire i contenuti delle evidenze pubbliche. "Al netto della contestazione giuridica ormai avallata dalla giurisprudenza conforme dei TAR e del Consiglio di Stato che hanno “sgamato” e disintegrato la scusa banale e volutamente ostruzionista assunta dai comuni costieri italiani per continuare la loro vergognosa opera dilatoria, pubblicando sentenze che affermano che “l'assenza di un piano urbanistico aggiornato non può giustificare l'inerzia nell'indizione delle gare, è un dato, purtroppo, evidente che ad oggi, 20 Gennaio 2026, nonostante i proclami roboanti dei mesi scorsi il Comune di Rimini ancora non ha pubblicato nessun bando per l’assegnazione delle zone di spiaggia nonostante l’approvazione definitiva dello strumento urbanistico avventa da 4 mesi (settembre 2025)". "Non regge - aggiunge Biagini -  neppure la “scusa” precedentemente assunta della mancanza del decreto indennizzi, ritenuto fondamentale per procedere alle pubbliche evidenze. A Rimini nessuno deve (e potrà) essere indennizzato di alcunché in quanto tutto quello che ad oggi è collocato sull’arenile (cabine, giochi, chioschi, ecc..) è considerato “opera di facile rimozione” e quindi non indennizzabile a priori e in ogni caso, per obbligo contrattuale firmato e quindi accettato esplicitamente dai concessionari, oggetto di rimozione a concessione scaduta".

"Se il Comune decidesse di bandire solo alcune zone del litorale questo proverebbe inconfutabilmente la presa d’atto della cessazione dell’efficacia di tutte le concessioni presenti e non solo quelle di Viserbella e Torre Pedrera, per esempio".

"Come “Mare Libero APS” perseguiremo tutte le strade per ripristinare la legalità violata e per tutelare il diritto di tutti di utilizzare gratuitamente e senza rendere conto a nessuno del bene comune “spiaggia”. Domanda: ne è valsa la pena accondiscendere supinamente, a rischio di responsabilità erariali (e non solo), ai desiderata dei “concessionari scaduti” e delle loro categorie sindacali che continuano a difendere l’ indifendibile?"

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