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il punto della situazione

Colonia felina all'ex caserma. Cuori randagi procede per vie legali

In foto: alcuni gatti della colonia felina @Tatiana Nigro
alcuni gatti della colonia felina @Tatiana Nigro
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mar 13 Gen 2026 15:45 ~ ultimo agg. 16:19
Tempo di lettura 4 min

Prosegue il dibattito sulla colonia felina dell'ex caserma Giulio Cesare di Rimini. A fare il punto della situazione è la presidente dell'associazione Cuori Randagi Tatiana Nigro. "La colonia - spiega - è stata regolarmente registrata nel 2015 e fino alla smobilitazione del personale militare i gatti presenti all'interno hanno goduto di una situazione di relativo benessere, sia per la presenza di edifici che potessero fungere da riparo, sia per il loro rifocillamento che i militari consentivano. Anche per le cure e le sterilizzazioni i militari hanno sempre potuto contare sulla collaborazione di alcune associazioni e dei loro volontari. Dalla smobilitazione del personale militare la situazione si è deteriorata. Le volontarie si sono fatte carico di tutte le incombenze, studiando metodi rocamboleschi per poter sfamare quelle creature, chiuse nel perimetro invalicabile della caserma. Sono anni che le associazioni chiedono un intervento idoneo a garantire l'incolumità dei felini presenti, senza ottenere altro che vaghe promesse. Da quando poi si è conclusa la demolizione di tutti gli edifici dell'area, i gatti non hanno più alcun riparo dalle intemperie sia in inverno che in estate e si è potuto assistere a vere e proprie campagne di predazione da parte dei gabbiani, soprattutto nei confronti delle cucciolate. La campagna di sterilizzazione non è stata più consentita, con conseguente proliferazione di esemplari, spesso malati a causa della consanguineità, né, del pari, è stato garantito ai felini l'accesso alle cure in caso di necessità. A differenza di quanto affermato dall'Assessore Mattei, le colonie non sono all'esterno, ma all'interno del perimetro invalicabile dell'area demaniale, ed i punti nei quali i felini si presentano sono i lati INTERNI della caserma su via Ruzzante, via Giuliano da Rimini e via Flaminia. Qualche cucciolo riesce ad uscire dalla fessura posta sul lato di uno dei cancelli, ma per il resto i gatti non possono uscire ed è statovietao alle volontarie di introdurre cibo".

Nigro conferma che il 22 dicembre c'è stato un sopralluogo con l'Assessore Mattei e con i responsabili dell'Agenzia del demanio, "ma la nostra richiesta di allestire dei ripari all'interno non è stata neppure verbalizzata. Gli unici impegni assunti dal Demanio e dall'amministrazione comunale riguardano l'apertura di due fessure nei cancelli al solo scopo di posizionare dall'esterno le gabbie di cattura, con la speranza che qualche gatto vi si infili. Qualunque persona abbia avuto a che fare con la necessità di catturare un gatto per la sterilizzazione o la cura sa benissimo che quella procedura è destinata miseramente a fallire. Occorre invece posizionare le gabbie trappola all'interno, occultandole sapientemente, per poter procedere alla cattura dei gatti e sotto il vigile controllo dei volontari, perché non è possibile lasciare un felino per ore all'interno della gabbia di cattura. A fronte della nostra segnalazione di un numero considerevole di gatti presenti all'interno nei vari punti sopraindicati, chi ha verbalizzato le attività di sopralluogo, dopo avere fatto ingresso nel perimetro con un'auto, ha messo nero su bianco che erano presenti solo due gatti (gli unici due sprovveduti esemplari giovani che hanno tardato a fuggire al nostro ingresso), di fatto minimizzando la situazione"

Di fatto dal 22 dicembre nulla è cambiato. "Abbiamo depositato un ricorso d'urgenza ai sensi dell'art. 700 c.p.c. all'autorità giudiziaria affinché valuti la possibilità di disporre misure urgenti idonee a salvaguardare i felini presenti all'interno dell'area, consentirne l'alimentazione , la cura ed il recupero per un loro trasferimento altrove (un altrove che l'amministrazione dovrebbe indicare invece di lasciare l'incombenza alle associazioni). Anche il famoso progetto del nuovo canile e gattile intercomunale è rimasta una mera promessa di campagna elettorale, visto che il nuovo progetto di gattile (che nella nostra città che vorrebbe fregiarsi con l'etichetta pet-friendly manca da decenni) conterrà appena 50 esemplari (una cifra ridicola per chiunque conosca il problema del randagismo felino). Siamo quindi state costrette dalla gravità della situazione ad adire le vie legali, riservandoci di presentare alle autorità competenti ulteriori elementi affinché valutino la eventuale sussistenza di profili di reato"

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