Colonia Bertazzoni, fissata la data della trattativa. Si parte da 5,8 milioni
Dopo le aste andate deserte, per la Colonia Bertazzoni di Riccione il comune ha deciso di passare alla trattativa diretta. La base di gara del compendio (si parla 4.900 mq di superficie utile su un’area di circa 8.000 mq) partirà dagli oltre 5,8 milioni della perizia tecnica del 27 novembre 2024 già decurtati del 5% per effetto della diserzione dell'asta pubblica. Gli interessati ad instaurare una trattativa con il Comune dovranno presentare l'offerta economica in una seduta pubblica che si terrà il prossimo 10 aprile alle 9.30 nella sala commissioni del municipio.
Ma, alla luce degli attuali strumenti urbanistici, cosa potrebbe diventare la ex colonia? Le destinazioni compatibili sono "attività ricettive a gestione unitaria" (sia turistiche che, ad esempio, studentati), "strutture culturali, per l'istruzione e per il tempo libero" e "attività di servizio, terziarie e commerciali finalizzate alla qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica ed alla riqualificazione dell’ambiente urbano". C'è da aggiungere però che per l'area sud, dove insistono anche le terme, l'amministrazione pensa ad una riqualificazione in stile "città del benessere" e nel futuro Piano Urbanistico Generale potrebbero essere ridotti i vincoli attualmente imposti da Rue e Psc. Tra le possibili destinazioni c'è poi quella del condhotel "vista mare" con il 40% della superficie destinata ad unità abitative e il restante 60% (quasi 3mila mq) destinati invece a struttura alberghiera (dalle tre stelle in su).
Il progetto dell’intervento dovrà poi acquisire il parere paesaggistico della Soprintendenza che comunque ne ha escluso già nel 2011 (con conferma nel gennaio 2025) l'interesse culturale. La ex colonia sarà attribuita a chi presenterà l’offerta economica più alta. In caso di due o più offerte si procederà subito ad una gara con rilanci di 5.000 euro mentre nel caso di un unico soggetto interessato all’acquisto, l’alienazione avverrà dopo trattativa diretta. Se l'offerta è inferiore a quella a base della trattativa dovrà esserci il via libera del Consiglio Comunale.












