Coccia (Alberghi Tipici): niente tassa di soggiorno, meglio quella di scopo
A dirlo il presidente del Consorzio Alberghi Tipici riminesi, Leandro Coccia, che mette in guardia dall’applicazione della tassa di soggiorno anche perché, spiega, non c’è certezza sull’applicazione delle risorse per l’innovazione turistica della città. Coccia suggerisce piuttosto una tassa di scopo pagata da tutti gli operatori del turismo e finalizzata alla riqualificazione delle costa.
La nota stampa di Leandro Coccia
Nello scorso mese di Luglio ci eravamo espressi sulla probabile applicazione della tassa di soggiorno. Fortunatamente alla luce di una stagione non negativa (grazie anche al meteo delle ultime settimane) non possiamo che ribadire questi concetti:
il turismo a Rimini è fatto in buona parte da piccole strutture alberghiere che con l’accoglienza, la tipicità, la gestione famigliare sono riusciti a mantenere un rapporto qualità – prezzo assolutamente competitivo;
per tali strutture, anche un euro in più a presenza potrebbe potenzialmente mettere a rischio quel labile equilibrio;
ci pare di non ravvedere certezze sulla destinazione delle risorse spese per l’innovazione turistica della città, dubbio che può derivare dal fatto che “Rimini” è il contenitore di tante altre attività.
Consci che l’impressione (speriamo errata) che per alcuni amministratori la tassa di soggiorno sia vista come una facile modalità per pareggiare i bilanci, . se così fosse, questa classe politica rischierebbe di affossare quel turismo essenziale che noi definiamo “di massa” perché alla portata di tutti.
Noi non abbiamo ancora sentito parlare di sviluppo, di incentivo ai giovani, di defiscalizzazione per chi fa sviluppo, chi va all’estero, chi assume giovani ecc…
Mentre siamo bersagliati quotidianamente dalla teoria dei tagli e di nuove tasse, questo processo in essere potrebbe portare alla esasperazione del togliere e del nulla dare decapitando sul nascere qualsiasi azione atta a rinvigorire lo sviluppo dell’attività dell’accoglienza.
Pertanto ci permettiamo di ribadire che la “tassa di soggiorno” deve essere sostituita da una “tassa di scopo” pagata da tutti gli operatori del turismo ed esclusivamente finalizzata alla riqualificazione della nostra costa.
Tutti dobbiamo sostenere “le difficoltà” e “la crisi” di questo particolare periodo che stiamo vivendo, coinvolgere tutti per migliorare tutto.












