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Paesani: basta disparità

Chiringuito. Il sindaco: le regole non cambiano, pagherà chi fa il furbo

In foto: Repertorio
Repertorio
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Continua a tenere banco la querelle sui chiringuitos dopo che, nei giorni scorsi, il Questore di Rimini, Ivo Morelli, ha convocato i vertici delle forze dell’ordine e i gestori dei 25 autorizzati a Rimini spiegando la volontà di prevenire le criticità degli anni passati. Le regole restano le medesime, con musica e intrattenimento che devono spegnersi alle 23:30 e una sola eccezione settimanale fino a mezzanotte e mezza, ma la novità è la linea dura sulle sanzioni. Non più solo maxi-multe o denunce ma per le violazioni più gravi anche la sospensione temporanea della licenza che porterà alla chiusura non solo del chiringuito, ma anche del bar o del ristorante di spiaggia ad esso collegato. A provare a spegnere le polemiche è il sindaco di Rimini. "I chiringuitos sono e resteranno un tassello fondamentale dell’offerta di divertimento e di intrattenimento serale della città di Rimini" commenta Jamil Sadegholvaad -. E nulla cambierà rispetto agli anni scorsi". Il primo cittadino ricorda di essere stato proprio lui nel 2012 da assessore, insieme all'allora sindaco Gnassi, a introdurre questa opportunità nella spiaggia di Rimini. Sadegholvaad, reduce da un confronto col Questore, ribadisce le regole restano le stesse e che non c'è alcun "dubbio sui chiringuitos e la loro funzione, peraltro normata da anni nei modi e nei tempi di attività dall’ordinanza balneare di Rimini" ma Morelli "ha voluto giustamente sottolineare come il rispetto delle regole date sia un oggettivo vantaggio per lo svolgimento delle serate, sia per i clienti che per gli stessi gestori". "Se tra le 25 strutture ogni anno autorizzate - prosegue il sindaco - c’è poi chi vuole fare il furbo e aggirare il già ampissimo ventaglio di eventi e possibilità di intrattenimento musicale (djset compresi, nei modi e negli orari previsti dall’ordinanza balneare), creando anche problemi di ordine pubblico, giusto venga sanzionato". Ma, conclude, "quello dei chiringuitos è indubitabilmente un fenomeno sostanzialmente bello e sano, che intercetta una fascia importante di pubblico, sia residenti che turisti, in uno scenario naturale fantastico. Ed è un fenomeno ben presente e integrato in maniera strutturale nel nuovo piano dell’arenile".

Sul tema interviene anche il presidente di Assointrattenimento Romagna Lucio Paesani esprimendo "pieno apprezzamento per le parole del Questore e per la volontà di riportare l'attività dei chiringuitos nell'alveo della legalità, delle regole e della corretta partecipazione della spiaggia stessa alla formazione di un prodotto turistico di qualità, dove ognuno fa il suo rispettando regole, professionalità ed orari". Il punto più critico secondo Paesani è la disparità con le imprese regolari dell'intrattenimento. "In settimana la Guardia di Finanza ha parlato dei danni che la concorrenza sleale causa a tutto il tessuto socio economico - spiega -. E dunque la questione, per i 5 o 6 casi limite e non per tutti i chiringuitos, non è solo di ordine pubblico e sicurezza ma di equità e giustizia. Noi quindi vorremmo mettere l'accento soprattutto sulla disparità di trattamento e condizioni tra le imprese regolari dell'intrattenimento e le "pseudo discoteche da spiaggia". Perchè un locale, ricordiamolo, paga affitti che possono superare anche i 200.000 euro annui. Mentre di là  dalla strada, un chiosco di spiaggia a Rimini ne paga in media non più di 5-6.000. Vi sembra giusto?". Senza contare la TARI. "In un locale il Comune la applica su superfici certe - spiega il presidente di Assointrattenimento -, arrivando a sfiorare anche i 20.00 euro all'anno, a prescindere dai rifiuti prodotti e soprattutto dai giorni di apertura. Se il cliente di un locale sposta il tavolino 30 cm fuori dal costosissimo spazio concesso come suolo pubblico, le multe sono salate. Mentre sull'arenile sappiamo bene che negli ultimi anni non è stato così.  A chi portava in spiaggia migliaia di persone, che producevano rifiuti (in alcuni casi addirittura organici), nulla veniva richiesto perché le migliaia di metri quadri di sabbia occupati non risultavano essere superfici su cui predisporre il calcolo della TARI né della COSAP. Una tassa, la TARI, che il Comune di Rimini ha invece preteso dai soliti locali  anche quando a  questi, per 22 mesi, è stata inibita l'attività. Ultimo ma non ultimo l'aliquota IVA, al 22% per un locale ed al 10% per un bar-ristorante in spiaggia. A proposito di disparità".

Paesani però evidenzia come quella dei chiringuitos sia una esigenza reale a cui il comune ha risposto e la maggior parte degli operatori agisca nel rispetto delle norme. "Ma come sempre succede - aggiunge - esiste il furbetto che vuole sempre di più: porta 4000 persone in spiaggia, come e più di una discoteca, ed ha perfino il cattivo gusto di parlare di "ancheggiamenti." Qui, bisogna ribadirlo, si è ampiamente esagerato. Fregandosene o, ancora peggio, dimostrandosi beatamente ignari delle conseguenze. Chi sbaglia paga? Ecco, mettiamolo in pratica. E possibilmente non ad ottobre. Dopo aver fatto l'ultima e poi siccome è caldo anche l'ultima dell'ultima. E a chi propone di cambiare le regole, noi consigliamo di leggerle e studiarle". Il presidente di Assointrattenimento conclude invitando "a tenere accesi i fari tutte le notti. La furbizia di ieri la pagano i nostri figli oggi ed i nostri nipoti domani".

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