Il Parkour Femminile scrive una nuova pagina della Ginnastica Italiana
C’è una storia che si sta scrivendo proprio adesso. Non è fatta soltanto di medaglie, salti o ostacoli superati, ma di bambine e ragazze che, anno dopo anno, stanno cambiando il volto del parkour italiano.
Durante Ginnastica in Festa - Summer Edition 2026 il protagonista non è stato soltanto il parkour, ma soprattutto la crescita del settore femminile, ormai diventato una realtà consolidata all’interno della Federazione Ginnastica d’Italia.
Ad aprire l’incontro è stato il Direttore Tecnico Nazionale del Parkour, Roberto Carminucci, che ha ripercorso l’evoluzione di questi primi otto anni della disciplina.
“Il settore femminile è cresciuto tantissimo. Oggi abbiamo società che fin dall’inizio hanno creduto nelle ragazze e hanno costruito un percorso di altissimo livello.”
Roberto ha voluto rendere omaggio a tre società che hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo del movimento femminile italiano: la Lugo Ginnastica, guidata da Davide Pirazzini, la Olympic Brolo di Salvatore Radici e la Dynamic Gym del Friuli Venezia Giulia, rappresentata da Nicholas Visentin, allenatore e atleta della Nazionale.
Tre realtà sportive che rappresentano simbolicamente il Nord, il Centro e il Sud Italia e che hanno permesso a tante giovani atlete di crescere fino ai massimi livelli internazionali.
Tra gli esempi ricordati anche quello di Anna Crasnich, tra le prime atlete italiane a rappresentare il Paese nelle competizioni internazionali di parkour, dimostrando quanto il movimento femminile abbia ormai conquistato uno spazio importante.
Un movimento che continua a crescere
Proprio Nicholas Visentin ha sottolineato come il cambiamento sia evidente gara dopo gara.
“Ogni competizione vede aumentare il numero delle ragazze. Il parkour viene ancora considerato da qualcuno uno sport maschile, ma la realtà è completamente diversa. Le ragazze dimostrano ogni giorno quanto siano forti e quanto questa disciplina sia adatta a tutti.”
"L’obiettivo - spiega - è continuare a far crescere il movimento coinvolgendo sempre più società e avvicinando nuove bambine a uno sport che unisce tecnica, creatività e libertà di espressione".
Medaglie che raccontano molto più di un podio
Le vere protagoniste dell’incontro sono state però le giovani atlete.
Una dopo l’altra hanno raccontato cosa significhi per loro praticare parkour.
Per Bianca Malavenda, il parkour è “il posto dove posso sfogarmi e fare ciò che mi piace di più”.
Per Micol Maggi significa “esprimermi, correre, saltare e superare gli ostacoli”.
Desirè Laccoto, vincitrice nel freestyle, racconta semplicemente: “Quando faccio parkour mi sento libera.”
Anche Nicole Letizia, salita due volte sul podio, ha condiviso un momento molto personale. “Questa medaglia è la prova che anche quando ti butti giù puoi farcela. Prima della gara mi sono detta: ‘Nicole, ce la puoi fare’.”
Parole semplici, ma che raccontano perfettamente il significato educativo dello sport.
Dietro ogni medaglia c’è una famiglia
Tutte le ragazze hanno rivolto il primo ringraziamento ai propri genitori.
C’è chi ha ricordato i sacrifici della mamma per accompagnarla fino a Rimini, chi ha ringraziato papà e mamma insieme, chi ha voluto dedicare il risultato ai propri allenatori e ai compagni di squadra.
Un filo comune che dimostra come ogni medaglia sia il risultato del lavoro di un’intera comunità fatta di famiglie, tecnici e società sportive.
Vincere non è l’unico obiettivo
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è arrivato quando si è parlato del valore della sconfitta, ricordando l’esempio di Tommaso Brugnami, oggi atleta della Nazionale italiana di ginnastica artistica e protagonista nelle competizioni internazionali.
“Tommaso ha iniziato proprio qui, a Ginnastica in Festa, e non ha mai vinto. Oggi è uno dei migliori ginnasti italiani. Un risultato non definisce una persona e nemmeno un atleta.”
Un messaggio che racchiude perfettamente la filosofia educativa del parkour.
Prima del podio arrivano il coraggio di mettersi in gioco, la costanza, il lavoro quotidiano e la capacità di rialzarsi dopo ogni errore.
Ginnastica in Festa: dove si cresce insieme
Per il Direttore Tecnico Nazionale, Roberto Carminucci, Ginnastica in Festa rappresenta molto più di una semplice competizione.
“Qui si vive lo sport a trecentosessanta gradi. Si conoscono nuovi amici, si incontrano altre discipline, si cresce insieme. Il parkour nasce per superare gli ostacoli e, in un ambiente come questo, trova il luogo ideale per trasmettere i suoi valori.”
L’obiettivo delle società, conclude Roberto, non è soltanto costruire campioni.
“Il risultato è importante, ma arriva dopo. Il primo obiettivo è educare, creare un gruppo e aiutare questi ragazzi a diventare persone migliori.”
Un messaggio che sintetizza perfettamente lo spirito di Ginnastica in Festa: una manifestazione dove ogni gara rappresenta un’occasione di crescita e dove, prima ancora delle classifiche, si costruiscono il carattere, le amicizie e il futuro dello sport italiano.
A cura di Silvana Conte e Noemi Tomassetti










