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ancora poca stabilità

Cgil a congresso. Pavolucci: sul lavoro più infortuni e malattie

In foto: Isabella Pavolucci
Isabella Pavolucci
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Il lavoro è il “collante di tutto” e la sfida da affrontare è quella per “un’occupazione stabile e di qualità“. La Cgil della provincia di Rimini si riunisce oggi e domani, venerdì e sabato 13 e 14 gennaio, nella sede di via Caduti di Marzabotto per il 19esimo congresso. E la segretaria generale Isabella Pavolucci, che a meno di grandi sorprese viaggia verso la conferma, ripercorre il suo mandato ribadendo il sostegno del sindacato al progetto del parco eolico offshore e sottolineando che “la crisi legata alla pandemia ha prodotto effetti importanti non solo nel 2020, ma anche nel 2021“. I valori “non vengono recuperati neanche nel 2022, mentre nel 2023 le stime restituiscono una condizione di relativa stabilità“.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, entra più nel dettaglio, nel 2020 si sono persi oltre 8.000 posti non del tutto ancora recuperati: nel 2022 i nuovi addetti vengono assunti per oltre il 75% con contratto a tempo determinato, gli infortuni crescono del 17,4% e le denunce di malattie professionali del 26,7%. La retribuzione media giornaliera è di 80,5 euro, quella degli uomini circa 91 euro, quella delle donne circa 68. Infine crescono di quasi la metà le famiglie che nel 2021 hanno percepito reddito o pensione di cittadinanza, mentre nel 2022 sono triplicate le domande di sostegno al pagamento degli affitti ma “le risorse a disposizione degli Enti locali sembrano soddisfare solo un terzo dei richiedenti“. Il sindacato, continua, ha messo a punto il Piano del lavoro a fine 2020 e, insieme a Cisl e Uil, chiesto e promosso l’avvio di un confronto nel territorio finalizzato a declinare a livello locale i contenuti del Patto regionale. E da poche settimane è stato avviato un analogo percorso di area vasta.

A livello provinciale, prosegue Pavolucci, il mercato del lavoro locale “non si caratterizza per la buona e piena occupazione, stabilità, regolarità e legalità, pari opportunità“. Dunque, anche grazie al Pnrr, occorre “fare un’operazione di qualificazione del nostro sistema produttivo“, spezzando il “circolo vizioso” frammentazione della filiera produttiva, utilizzo di lavoro irregolare e inadempimenti in materia di sicurezza. Da qui l’impegno per il Patto per la promozione della legalità, sulla contrattazione di secondo livello e su quella sociale-territoriale: “La legalità è una condizione indispensabile per lo sviluppo, un bene comune e non negoziabile perchè riguarda, insieme alla sicurezza urbana, la condizione e la qualità della vita delle persone“. Per Pavolucci occorre partire dall’analisi dei bisogni per l’individuazione delle priorità, garantendo l’integrazione delle politiche sociali con quelle sanitarie, in un’ottica di integralità dei bisogni delle persone. Dunque con il Pnrr “la priorità non può che essere la messa al centro della salute dei cittadini” garantendone il diritto universale e costituzionale. A livello provinciale si deve inoltre discutere della rigenerazione delle aree degradate e della riqualificazione dei patrimoni esistenti, di attrazione e di investimento. Perchè la Cgil, conclude “può e deve esercitare un ruolo attivo e di protagonismo“.

Auguro di continuare i percorsi unitari avviati sul territorio e in ogni caso di mantenere relazioni corrette con le altre sigle sindacali“. Un auspicio raccolto dalle colleghe di Uil Giuseppina Morolli e Cisl Romagna Elena Fiero presenti all’assise congressuale.

Alla prima giornata di congresso presenti anche i rappresentanti istituzionali del territorio. Dopo “qualche difficoltà negli ultimi anni, il Comune di Rimini ha riallacciato i rapporti con la Cgil. Ed è un fatto importante” ha sottolineato l’assessore al Bilancio Juri Magrini. Le parti sociali sono “un elemento fondamentale della democrazia e per l’amministrazione la Cgil è garanzia di un rapporto costruttivo“. La Cgil, gli ha fatto eco la presidente dell’assise regionale Emma Petitti, “è un esempio di come la politica può essere messa in campo. Dunque occorre “mettere al centro il confronto con i sindacati per svolgere scelte adeguate. Si caratterizza con un “tratto distinguibile nelle battaglie” alla manovra del governo arrivano invece “scelte scellerate- conclude- nulla per le donne, le coppie, le famiglie e le fasce più deboli“.

 

 

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