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I DATI 2025

Centro antiviolenza di Riccione, 143 donne e 78 minorenni presi in carico

In foto: repertorio
repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Gio 26 Feb 2026 13:10 ~ ultimo agg. 14:39
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Nel 2025 sono state 700 le donne che hanno contattato la rete del Centro antiviolenza del Distretto socio-sanitario di Riccione. Le donne prese in carico sono state 143 e i minori 78. Un dato che, secondo i report periodici dei servizi erogati, è in costante crescita e fotografa un fenomeno che necessita di risposte sempre più tempestive e coordinate. A questa emergenza il Distretto socio-sanitario di Riccione risponde con una rete diffusa di servizi territoriali formata da operatrici, professioniste psicologhe ed esperte legali per sostenere, accogliere e accompagnare le donne vittime di violenza nei percorsi di messa in sicurezza e autonomia.

Il Centro antiviolenza distrettuale è operativo attraverso lo sportello d’ascolto “Chiama Chiama” cui si affiancano la casa rifugio “Artemisia”, la casa emergenze “Nadia Murad” e sette presidi distrettuali a Riccione, San Giovanni in Marignano, Misano Adriatico, Coriano, Morciano di Romagna e San Clemente e Saludecio che insieme garantiscono accoglienza e sostegno alle donne in situazione di violenza. 

Le richieste rivolte al Centro riguardano soprattutto la protezione e la messa in sicurezza personale e dei figli, il supporto legale – in particolare in caso di separazioni, affidamenti, denunce – e il sostegno psicologico. Oltre a questi, emergono anche i bisogni legati all’orientamento socioeconomico, alla ricerca di autonomia abitativa e lavorativa e al supporto nella gestione della genitorialità in situazioni di violenza. Il Centro è coordinato da una professionista affiancata da due operatrici che si occupano di accoglienza e presa in carico. Per ogni donna sono garantiti il supporto di un’avvocata e di una psicologa, oltre alla possibilità di avvalersi di mediatrici linguistiche e culturali nei casi di cittadine straniere.

Il Centro opera attraverso la sede principale di Cattolica (piazza Repubblica, 15) e sette sportelli decentrati nei comuni di Riccione (dove è presente presso il Centro di quartiere Fontanelle in viale Sicilia), Coriano, Misano Adriatico, Morciano di Romagna, Saludecio, San Clemente e San Giovanni in Marignano. Gli sportelli sono operativi previo appuntamento mentre la sede di Cattolica è aperta il lunedì e martedì dalle 9:30 alle 17:30, il mercoledì dalle 9:30 alle 15:30, il giovedì dalle 9:30 alle 18:30 e il venerdì dalle 9:30 alle 13:30. Il Centro antiviolenza distrettuale garantisce comunque la reperibilità telefonica h24 al numero 335 7661501.

Le infomarzioni sono inoltre reperibili sul sito www.centroantiviolenza.org

La casa rifugio “Artemisia” e la casa emergenze “Nadia Murad”

In raccordo con il Centro e con i servizi socio-sanitari territoriali opera la Casa rifugio distrettuale “Artemisia”, struttura a indirizzo segreto destinata alla protezione di donne vittime di violenza e dei loro figli. La Casa rifugio è gestita da una coordinatrice e un’operatrice che accompagnano le ospiti nei percorsi verso i servizi territoriali e l’autonomia. Nel 2025 si sono registrate sette richieste di disponibilità per collocamenti provenienti da fuori Distretto con otto bambini al seguito.

Nel 2025 nel territorio del Distretto è stata messa a disposizione del servizio la Casa delle emergenze “ Nadia Murad”, alloggio a indirizzo segreto per accoglienze in situazioni di urgenza e pericolosità, attivo 365 giorni l’anno h24 tramite reperibilità telefonica. La struttura garantisce ospitalità temporanea – indicativamente da 7 a 14 giorni – per consentire ai servizi sociali di individuare soluzioni più adeguate. Nel 2025 sono state ospitate due donne sole e tre mamme insieme a sette bambini di cui un neonato.

“I numeri del 2025 restituisco l’impegno di un presidio territoriale sempre più centrale nella rete di contrasto alla violenza di genere sottolinea la presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario e sindaca di Riccione, Daniela Angelini –. L’aumento degli accessi e la complessità delle richieste confermano la necessità di strutturare servizi diffusi e in sinergia con le istituzioni, le forze dell’ordine e le realtà del territorio. Un impegno quotidiano che racconta tante storie di fragilità ma di ripartenza e di autonomia riconquistata”.

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