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Sfratto tra pochi giorni

Casa, il dramma di due 75enni: esclusi dal mercato, dimenticati dalla società

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 11 Apr 2026 08:58 ~ ultimo agg. 09:15
Tempo di lettura 3 min

75 anni e lo spettro di ritrovarsi senza casa. Una coppia di pensionati riminesi (che chiede riservatezza sul nome) lancia un grido d'allarme: entro il 17 aprile dovrà lasciare il proprio appartamento a causa di uno sfratto esecutivo. Una situazione, spiegano in una nota inviata in redazione, nata da difficoltà economiche che nulla hanno a che vedere con la volontà di non pagare. Nonostante la ricerca incessante portata avanti da mesi, la coppia si trova oggi davanti ad un muro che appare invalicabile: la distanza tra i redditi pensionistici e i canoni di locazione del mercato privato locale.

E dire che i due 75enni ci hanno provato, e tanto: "non abbiamo lasciato nulla di intentato, abbiamo cercato ovunque una via d'uscita dignitosa", spiegano con amarezza. "Ma il risultato è stato sempre lo stesso: porte sbarrate e un mercato immobiliare che ci ignora. Ci sentiamo invisibili e senza alcun sostegno in una città che sembra non avere più posto per noi". Il problema di fondo non è l'assenza totale di risorse, ma l'impossibilità di trovare un canone equo. Con un reddito pensionistico che consentirebbe di sostenere un affitto di circa 500 euro, i due anziani si stanno scontrando con una realtà che propone prezzi di gran lunga superiori alle reali possibilità di chi ha lavorato una vita intera. Il rischio per la coppia, come per chiunque si trovi in questa fascia di reddito, è quello di dover sacrificare beni primari per poter mantenere un tetto sopra la testa. "A Rimini - dicono - le case ad uso residenziale non ci sono, o se ci sono, hanno costi inavvicinabili. Chiediamo solo di poter pagare un affitto dignitoso, ma sembra che per noi non ci sia più posto in questa città." Ad aggravare la situazione dei due coniugi c'è anche la salute: lei cardiopatica e ipertesa, lui iperteso, cardiopatico e diabetico. Un disagio fisico a cui si aggiunge la sofferenza emotiva per la situazione. "Siamo anziani, malati e stanchi. Ci sentiamo completamente abbandonati a noi stessi, lasciati in uno stato di isolamento da una società del tutto indifferente".

La scelta di rendere pubblica questa situazione, spiegano, nasce dalla necessità di far luce su un problema che riguarda molti, ma che viene vissuto nel silenzio per il timore di perdere la propria dignità. I due protagonisti di questa vicenda, come detto, preferiscono mantenere l’anonimato per proteggere la propria privacy in un momento di estrema vulnerabilità.

 

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