Caos e minacce col coltello in caserma, il ballerino di capoeira chiede perdono ma resta in carcere
Si è detto pentito il ballerino di capoeira arrestato mercoledì scorso a Riccione dopo aver provocato il caos all’interno della caserma di viale Sirtori, dove ha aggredito due carabinieri minacciati anche con un coltello prelevato dalla stanza adibita ad archivio (vedi notizia). Il suo difensore, l’avvocato Alessandro Coppa, nella precedente udienza aveva chiesto i termini a difesa. Questa mattina in tribunale a Rimini si è svolto il processo con rito abbreviato, che ha visto il 29enne brasiliano condannato a sei mesi di reclusione, pena non sospesa. Resta in carcere, quindi, con la possibilità tra qualche tempo di richiedere una misura alternativa alla detenzione.
Il ballerino, residente in provincia di Padova, si trovava a Riccione per lavoro. Dopo l’esibizione di capoeira, avrebbe trascorso la serata per locali a bere. Il pomeriggio seguente, ancora alterato dall’alcol, aveva tenuto un comportamento aggressivo e molesto nei confronti del gestore del chiosco a fianco della pista di pattinaggio in viale D’annunzio. Da qui l’intervento della pattuglia e il successivo trasferimento in caserma per l’identificazione. All’improvviso l’aggressione con tanto di coltello sottratto da una stanza interdetta al pubblico e puntato prima contro i militari e poi contro se stesso. Militari che per disarmalo sono stati costretti a utilizzare il taser.
L’imputato, finora incensurato, ha spiegato di aver reagito in quel modo per colpa dell’alcol. Si è scusato con i due militari feriti (hanno riportato una prognosi di 5 e 6 giorni) e si è detto profondamente dispiaciuto per lo scompiglio creato in caserma.










