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non più emergenza isolata

Caldo e agricoltura. FAI CISL Romagna chiede interventi strutturali

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Con l'inizio della terza ondata di calore dell’estate, sul territorio romagnolo scatta il bollino rosso per il forte disagio bioclimatico. Le previsioni meteo indicano che il picco si toccherà martedì 14 luglio, con tutti i capoluoghi in fascia rossa e picchi di 39 gradi, mentre una seconda e ancor più feroce fiammata è attesa tra il 16 e il 18 luglio, quando la colonnina di mercurio sfiorerà i 40 gradi. Un quadro meteorologico estremo che espone a seri rischi di disidratazione e colpi di calore chi lavora all'aperto, a partire dai braccianti agricoli, ricorda la FAI CISL Romagna.

Roberto Cangini

«Non possiamo più permetterci di trattare il caldo estremo come un'emergenza da gestire al momento – dichiara il Segretario Generale, Roberto Cangini –. I cambiamenti climatici lo rendono un fatto strutturale, che si ripete ogni estate e va affrontato con la massima serietà nei luoghi di lavoro».

Il sindacato accoglie positivamente l'ordinanza "calore" firmata lo scorso 3 giugno dal presidente della Regione, Michele de Pascale, che vieta le attività nei campi, nei cantieri, nella logistica e per i rider dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio "Alto". Tuttavia, per la FAI CISL il provvedimento rischia di non bastare se le aziende non superano la logica dell'adempimento formale legato al decreto sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008).

L'appello alle imprese agricole del territorio è quindi quello di adottare regole interne chiare e stabili. Il sindacato chiede la definizione di soglie di temperatura fisse che facciano scattare in automatico pause, turnazioni e rimodulazioni degli orari per le mansioni più gravose, tutelando i soggetti più fragili e coinvolgendo i rappresentanti dei lavoratori (RLS e RSU) prima che il danno sia fatto.

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