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Buoni vacanza. Al via l’iter per proposta legge della Marchioni (PD)

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 25 Gen 2012 18:27 ~ ultimo agg. 15 Mag 11:14
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Una proposta che intende modificare radicalmente il vecchio regolamento impostato col precedente Governo.
“Non più un sussidio per famiglie in difficoltà ma un vero e proprio “volano” per incrementare il settore turistico”, spiega la Marchioni, referente alla Camera per il settore Turismo del gruppo Pd. «Oggi abbiamo cominciato l’iter della legge che modifica l’Enit, trasformandolo in Spa a prevalenza di capitale pubblico. Sono già state richieste le audizioni preparatorie, con Enit e ministro dello Sviluppo economico. L’obiettivo – spiega la Marchioni – è di consolidare l’Enit, che è una risorsa strategica per il turismo nazionale, per farne un ente di riferimento più efficiente, agile e capace di portare il marchio Italia fino alle nuove destinazioni, da cui ci aspettiamo molto».
La proposta di legge sui buoni vacanza è stata sottoposta ad un confronto con le realtà che si occupano di turismo sociale: Fitus (federazione del turismo sociale), la società che eroga attualmente i buoni vacanza, e con le categorie economiche.
La proposta, approvata da tutti i gruppi tranne la Lega, “trae ispirazione dal modello francese dove i buoni vacanza sono in funzione dal 1985: il meccanismo è molto simile ai buoni pasto, i buoni vacanza sono benefit, incentivi per i lavoratori previsti per contratto, convenienti perché detassati. Mentre in Italia finora hanno usufruito dei buoni circa 7mila famiglie per circa 5 milioni di euro al massimo all’anno, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 400 milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo. Con vantaggio per le famiglie, e la loro qualità di vita; e anche per il turismo, che beneficerà di maggiori flussi di visitatori”. E la Marchioni ricorda anche la possibilità di far spendere in Italia anche i buoni vacanza francesi e svizzeri.
“In Francia si calcola che per ogni euro di buono vacanza, vengano spesi due euro e mezzo – conclude il deputato – e quanto non viene incassato dallo stato in tasse sui buoni vacanze viene facilmente recuperato tramite l’Iva».

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