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la necessità di innovarsi

Il mercato turistico che cambia. Bianchini (CNA Rimini) lancia la Sea Valley

In foto: Bruno Bianchini
Bruno Bianchini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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 “La stagione turistica 2026 non va giudicata semplicemente come positiva o negativa. Va interpretata. Perché ciò che sta emergendo non è una difficoltà passeggera, ma un cambiamento profondo del mercato turistico". È questa la riflessione del presidente di CNA Turismo e Commercio Rimini, Bruno Bianchini, alla luce dell'andamento dell'estate e delle valutazioni raccolte dagli operatori del comparto.

Soggiorni più brevi, prenotazioni concentrate a ridosso della partenza, minore capacità di spesa delle famiglie, crescita della clientela straniera e domanda sempre più orientata verso esperienze diversificate, questi i punti cardine della trasformazione del turismo. “Il nodo centrale è il potere d'acquisto prosegue Bianchini. Per CNA attribuire l'andamento della stagione esclusivamente al meteo o al calendario degli eventi sarebbe riduttivo. “Il vero elemento di discontinuità è rappresentato dalla progressiva riduzione del reddito realmente disponibile delle famiglie. Le spese quotidiane – dalle bollette ai mutui, dai carburanti agli alimentari – hanno inciso profondamente sulla capacità di destinare risorse ai consumi discrezionali”. Il last minute, sottolinea CNA, non rappresenta più un'eccezione ma una caratteristica strutturale del mercato.

La vacanza cambia: il mare resta, ma non basta più. Il turismo balneare continua a rappresentare una delle principali motivazioni di scelta della Riviera, ma non è più l'unico elemento attrattivo. Oggi il visitatore ricerca un'esperienza completa fatta di sport, benessere, cultura, enogastronomia, escursioni, borghi, cicloturismo ed eventi. Un cambiamento che rappresenta una grande opportunità, ma che richiede un nuovo approccio da parte dell'intera filiera.

Negli ultimi anni l'Emilia-Romagna ha saputo valorizzare con successo marchi territoriali come Motor Valley, Food Valley, Wellness Valley, Cycling Valley e Wine Valley, contribuendo a rafforzare l'immagine internazionale della regione. “La costa adriatica – osserva Bianchini – continua però a essere uno dei principali motori economici regionali, generando milioni di presenze, occupazione e investimenti. Eppure il mare sembra spesso essere considerato un patrimonio acquisito, quasi non avesse più bisogno di una strategia dedicata».

Da qui la proposta di sviluppare una vera "Sea Valley Emilia-Romagna", un progetto capace di valorizzare l'intero ecosistema costiero: turismo balneare, pesca, portualità, Blue Economy, sport acquatici, cultura marinara, benessere, tradizione gastronomica, mobilità sostenibile, parchi costieri ed esperienze naturalistiche. Al primo posto c’è la necessità di una lettura scientifica del mercato attraverso un Osservatorio permanente sulla domanda turistica, uno strumento pensato per monitorare non solo arrivi e presenze, ma anche redditività, tempi di prenotazione e comportamenti di consumo. Una mole di informazioni che andrà a braccetto con una strategia di marketing guidata dai dati, dove l'analisi digitale e l'intelligenza artificiale diventeranno bussole fondamentali per orientare l'offerta.

Sul fronte operativo, CNA propone la costituzione di una vera e propria Cabina di regia della filiera turistica, un tavolo capace di connettere ricettività, commercio, balneazione, trasporti e cultura. A livello territoriale, la spinta istituzionale si dovrebbe tradurre nel Piano regionale "Sea Valley Emilia-Romagna", un progetto interamente dedicato alla promozione coordinata e strategica di tutto il turismo costiero.

E poi le strutture e il calendario: da un lato, l'associazione chiede un programma straordinario di riqualificazione per le piccole e medie imprese ricettive, focalizzato su transizione energetica, digitale e rinnovamento dei servizi. Dall'altro, si punta con decisione sul rafforzamento delle politiche di destagionalizzazione, con l'obiettivo di valorizzare i mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre per trasformare la regione in una destinazione attrattiva oltre i tradizionali picchi estivi.

La Riviera romagnola – conclude Bruno Bianchini – ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di innovarsi. Anche oggi la sfida non consiste nel difendere un modello del passato, ma nel costruire una nuova stagione di sviluppo. Il turismo balneare non può più essere considerato una rendita acquisita: servono politiche pubbliche, investimenti e una progettazione condivisa che riportino il mare al centro delle strategie economiche dell'Emilia-Romagna".

 

 

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