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DAL 18 LUGLIO

La Pietà di Bellini torna in città: dialogo con Mantegna in una mostra dossier

In foto: da sinistra, Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei di Rimini, Sonia Revelant, restauratrice per la direzione Regionali Musei Nazionali Veneto), e l'assessore Michele Lari
da sinistra, Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei di Rimini, Sonia Revelant, restauratrice per la direzione Regionali Musei Nazionali Veneto), e l'assessore Michele Lari
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Aprirà domani sabato 18 luglio (ore 18) la mostra dossier “Il codice della Passione. Bellini e Mantegna allo specchio”, allestita nella Manica Lunga del Museo della Città “Luigi Tonini”. La mostra mette a confronto due grandi Maestri del Rinascimento nell'occasione del ritorno a Rimini della Pietà di Bellini, il cui restauro, a cura della Conservazione dei Beni Culturali è stato portato a termine dalla dottoressa Lucia Tito, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
 
Il lavoro si è svolto entro il laboratorio interni di Ca’ d’Oro e si è configurato come un’accurata operazione di manutenzione e revisione estetica, volta a restituire leggibilità ed equilibrio cromatico alla Pietà, grazie soprattutto alla rimozione dello strato di vernice fortemente ingiallita, applicato durante un precedente intervento del 1969.
 
L’intervento ha conservato tutte le tracce del tempo che hanno segnato la tessitura pittorica dell’opera (consunzioni, cadute di colore, lacune ecc.), tuttora bene percepibili a uno sguardo ravvicinato, ma ha permesso di restituire agli occhi dello spettatore la vivida e felice impressione di un’integrità ritrovata.   
 
La mostra, nelle sale medievali e malatestiane del Museo, con la riapertura degli spazi del primo e secondo piano chiusi da dicembre per un intervento di adeguamento, permetterà un confronto ricco di spunti sul lungo Rinascimento riminese che s’inaugura con Giotto e la pittura del Trecento, un’epoca in cui Rimini si pone con Firenze, Mantova, Ferrara Padova e Venezia, tra le protagoniste di una nuova sensibilità umanistica. L'occasione sarà propizia però per ammirare anche un altro capolavoro: il Giudizio Universale. La mostra dossier il Codice della passione resterà aperta fino al 10 di gennaio con la possibilità di prenotare anche visite guidate attraverso l'arte malatestiana.
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