Banca Carim. Taddia: valorizzare interni non ‘fenomeni venuti dall’esterno’
Queste alcune delle richieste contenute in una nota congiunta diffusa da Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca dopo le ultime notizie sulla Carim.
Il segretario della Fabi, Giuseppe Taddia, nella trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro Icaro Tv) ha voluto sottolineare però anche un altro aspetto: il fatto che i sindacati, dopo alcuni dissidi interni, si siano trovati d’accordo sulla linea da seguire. Compresa la richiesta di avere come rappresentante dei piccoli azionisti nel CdA, spiega Taddia, l’attuale direttore generale del Caf-Acli nazionale, Paolo Conti.
I sindacati chiedono anche ai commissari di valutare la possibilità di formare alcuni degli attuali dipendenti Carim per inserirli poi nei ruoli dirigenziali dell’Istituto. “Siamo convinti – spiega Taddia – che in banca ci siano professionalità molto preparate che devono solo essere messe in condizione di agire. Mettere in quei ruoli 11 esterni su 16 dirigenti, come accaduto finora, non ha certo portato i risultati sperati. Io li chiamo – prosegue – i ‘fenomeni venuti dall’esterno’ a cominciare dal direttore generale.”
“La funzione storica della Carim – spiega Taddia – la può conoscere solo chi ci è cresciuto all’interno.”
I sindacati chiedono anche un incontro ai commissari e aggiornamenti alla Fondazione sul piano d’impresa.
La nota di Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca, si sono riunite venerdì 23 u.s. per fare il punto sulla situazione di Banca Carim a circa un anno dal suo commissariamento.
I sindacati, con riferimento alle diverse posizioni prese sui futuri assetti proprietari dai principali protagonisti della scena economica e politica di Rimini, ritengono fondamentale che la Carim continui a svolgere quella funzione di intermediazione finanziaria sul territorio, propulsiva per le economie locali, che soddisfi le aspettative dei dipendenti realizzando una migliore organizzazione ed efficienza e garantisca la sicurezza dei posti di lavoro. Per il raggiungimento di questi obiettivi è opportuno preservare l’autonomia della Banca attraverso il mantenimento, da parte della Fondazione, del 51% o comunque del controllo del pacchetto azionario.
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali ritengono che i piccoli azionisti debbano avere, nel Consiglio di Amministrazione della Banca, un proprio referente con provate capacità di controllo e vigilanza, che svolga un ruolo di coordinamento e rappresentanza dei loro interessi.
Nell’ottica della cosiddetta Area Vasta Romagna, le Organizzazioni Sindacali valutano positivamente la possibilità che si sviluppino sinergie con altre banche delle province romagnole, in particolare con la Cassa di Risparmio di Cesena.
Altrettanto positivamente si valuta la partecipazione degli imprenditori locali alla ricapitalizzazione della Banca.
Per quanto riguarda l’eventuale acquisto di azioni da parte dei dipendenti della Carim, su base volontaria, anche mediante l’utilizzo di una quota del Trattamento di Fine Rapporto, i sindacati si attiveranno per la definizione degli strumenti più idonei.
Le Organizzazioni Sindacali avanzano la richiesta alla Fondazione di essere informati, appena possibile, sui contenuti del piano d’impresa inerenti i futuri assetti della Carim.
Agli Amministratori Straordinari sarà richiesto un incontro per essere aggiornati sulla situazione Aziendale attuale e prospettica con particolare riferimento alle modalità con le quali la nuova Carim intenderà realizzare quella pianificazione strategica ed operativa che le consentirà di prevenire eventuali situazioni di difficoltà.
Queste ed altre funzioni dovranno essere svolte da dirigenti e quadri all’altezza della situazione; a tale fine si richiede una attenta valutazione dell’operato e delle capacità professionali dei colleghi – che riteniamo essere già presenti in azienda – valorizzando, anche tramite opportuno addestramento, chi risulterà in grado di rivestire ruoli apicali.












