Aumento Iva. Pari e Bascucci: una stangata per le famiglie e per i consumi
Dopo quello del 2011, dal 20 al 21%, scatta oggi un nuovo aumento dell’Iva che arriva al 22%. Tra i beni interessati ci sono radio, computer, vino, birra, tv ma anche scarpe, mobili e, soprattutto, benzina.
“L’aumento graverà maggiormente sulle famiglie a basso reddito – commenta alla trasmissione TEMPO REALE (Radio Icaro – Icaro Tv) il presidente della Confesercenti di Rimini Mirco Pari – e abbiamo calcolato un incidenza tra i 100 ed i 200 euro a famiglia (c’è chi dice anche 350). Questo provvedimento avrà un effetto recessivo perché tende a comprimere ancora di più i consumi
e in questo momento di crisi economica è l’ultima cosa che dovrebbe capitare”.
“L’aumento dell’Iva – dice Andrea Bascucci, presidente della Federconsumatori Rimini – colpisce indistintamente tutti e oltre a deprimere i consumi porta un aumento dell’evasione fiscale per mancate fatturazioni. Oltre tutto questa crescita dell’Iva si aggiunge a quella delle tariffe: la detassazione tanto sbandierata con l’eliminazione dell’Imu è stata così ampiamente recuperata,”
Tempi sempre più difficili quindi per le famiglie anche se, spiega Pari, in un primo momento i commercianti potrebbero sacrificare parte degli incassi per evitare rincari repentini. “Nel breve periodo i commercianti cercheranno di contenere i prezzi ma è evidente che l’aumento dell’Iva nel medio-lungo periodo avrà un effetto di trascinamento anche degli altri prezzi. La crescita di trasporti, carburante, energia influenzano infatti tutta la filiera della produzione.”
Un effetto trascinamento che potrebbe toccare anche quei beni di prima necessità con aliquota ridotta e quindi non soggetti all’aumento.
Per consumatori ed esercenti una beffa che porterà scarsi risultati anche allo Stato.
“Occorrerebbe quello che non c’è – commenta amaramente Bascucci – vale a dire un Governo molto solido in grado di fare riforme strutturali. L’aumento dell’Iva è evidente invece che è solo un modo per coprire gli ammanchi che ci sono. Il gettito però sarà quasi sicuramente inferiore alle attese e il provvedimento rischia di essere un autogol.”
“A causa della prevedibile contrazione dei consumi alla fine di tutto questo gioco – conferma Pari – probabilmente non ci sarà neppure un aumento di gettito per le casse dello Stato. Peggio di così non poteva capitare.”
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