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Aumento dell’Iva. Pari (Confesercenti): peserà sui redditi più bassi

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 8 Set 2011 14:29 ~ ultimo agg. 14 Mag 14:29
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Televisori, frigo, videogames ma anche abbigliamento e alimentari come le bibite, il vino, the e caffè, cibo per animali. Questi alcuni dei beni sui quali ricadrà l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, provvedimento approvato ieri dal Senato all’interno della manovra economica anticrisi. Anche se, per molti addetti ai lavori, si tratta di un provvedimento che metterà in crisi il commercio, visto che si tratta di beni sui quali i margini di ricavo sono spesso molto bassi, e soprattutto i consumatori.

“E’ chiaro che i più penalizzati da questa manovra – spiega ad IcaroTv Mirco Pari, direttore della Confesercenti Rimini – sarebbero i redditi più bassi. Anche perchè l’aumento dell’Iva tocca i prodotti di largo consumo. Ci aspettiamo quindi, se non vigileremo con attenzione, un aumento dei prezzi. Vigilare significa siglare un patto tra mondo della produzione e cittadini per contenere le spinte inflazionistiche.”

Aumentare l’Iva, ricorda infatti anche il presidente provinciale della Confcommercio Richard Di Angelo, ha come effetto la disincentivazione dei consumi e l’aumento dell’inflazione.
“Come associazione cercheremo di assorbire noi questo aumento per non deprimere i consumi” spiega Di Angelo che invita anche gli enti locali a fare la propria parte eliminando la burocrazia. “Questo si tradurrebbe – spiega – in minori costi, tra l’altro inutili, per i commercianti che non dovrebbero così limare i saldi di cassa.” Al di là della questione Iva, è comunque l’intera manovra a non convincere. “La manovra è complessivamente inadeguata – dice ancora Pari – perchè è basata per il 65/70% su nuove entrate mentre nula si è fatto sulla lotta agli sprechi e la riduzione dei costi che invece tanto pesano sul bilancio dello Stato.”

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