Attacchi di panico, senso di vergogna, pensieri suicidi. Le vittime polacche scrivono una lettera
Una paura senza fine, che non accenna a diminuire, nonostante il passare dei mesi. E’ questo il senso di una lettera che i due polacchi, vittime del branco di Rimini nella notte del 26 agosto (oggi la sentenza per i tre minori vedi notizia), hanno inviato al tribunale dei minori di Bologna. Lo riferisce l’avvocato Maurizio Ghinelli, che assiste le due vittime e ha depositato i testi.
“Mi capita di avere incubi notturni e attacchi di panico – scrive la ragazza -. Non so se passerà mai la paura e il senso di vergogna che mi accompagnano”. Il ragazzo aggiunge: “Ho paura del buio, della spiaggia, del mare, della gente che parla una lingua straniera“.
I due, scrive l’Ansa – nella lettera ricostruiscono i danni fisici e psichici subiti dalle violenze. La ragazza, in particolare, per le lesioni subite rischia il distacco di una retina: “Ho problemi di concentrazione, insonnia e difficoltà nello studio“, spiega. “Gli eventi mi tornano in mente quotidianamente“, prosegue lui. “Prima dell’accaduto mi ritenevo una persona tollerante, ora sono diffidente e timoroso. Ho perso l’autostima e mi capitano pensieri con intenzione suicida“












