Anziano del Riminese trovato cadavere nel letto di un fiume in Umbria
Una tragica notizia questa mattina ha scosso la comunità di Montefiore Conca. Un residente della zona, Walther Zanaroli, 75 anni, è stato ritrovato cadavere nella serata di ieri nel comune di Gubbio dai carabinieri di Scheggia e Pascelupo. Il corpo, recuperato dai vigili del fuoco di Gubbio grazie alle tecniche Saf (Speleo Alpino Fluviale), giaceva nel letto del torrente Camignano che attraversa la gola del Bottaccione. La sua auto, una Opel Astra di colore grigio, era parcheggiata poco distante dal luogo del ritrovamento.
Pare che il montefiorese si sia allontanato volontariamente da casa l’1 di dicembre e da quel momento non abbia dato più sue notizie ai familiari, che ne hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri alcuni giorni dopo. Il 75enne, ex rappresentante di articoli per tabacchi, ha tre figli ed era separato.
Stando ad una prima ricostruzione da parte dei militari dell’Arma, Zanaroli potrebbe essere stato vittima di una caduta accidentale. Si sarebbe fermato in quel punto per una sosta di pochi minuti, forse per un bisogno, quando all’improvviso sarebbe scivolato nella gola del Bottaccione a Gubbio. Per salvarsi pare si sia sfilato la cinta e abbia cercato disperatamente di agganciarla ai rovi, utilizzandola come fune per arrampicarsi e uscire dal burrone. Tutto inutile purtroppo. Infatti è rovinato fino al torrente, dove è morto, forse assiderato, molte ore dopo la caduta.
L’ex rappresentante aveva lasciato il telefonino nell’auto e non ha potuto chiamare i soccorsi. Proprio grazie all’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare i carabinieri di Scheggia e Pascelupo sono riusciti a individuare la sua Opel. Perlustrando la zona, poco distante, hanno avvistato il cadavere nel letto del fiume. Le indagini, condotte inizialmente dai carabinieri di Rimini e coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, passano ora per competenza alla procura di Perugia. Che ha disposto l’autopsia per stabilire l’esatta causa del decesso. Quel che è certo è che non si tratta di un gesto volontario: Zanaroli, infatti, ha lottato nel disperato tentativo di mettersi in salvo.












