Alla soprintendenza
Antico Mulino Zoli abbattuto a Saludecio, Italia Nostra chiede accesso agli atti
In foto: il Mulino Zoli di Saludecio, abbattuto per far posto ad un asilo
di Redazione
Sab 15 Nov 2025 15:19 ~ ultimo agg. 15:35
L'abbattimento dell’antico Mulino Zoli di Saludecio è "sconcertante". A dirlo è l'associazione Italia Nostra che, dopo aver ricevuto una segnalazione/appello in extremis, ha inviato una richiesta atti alla Soprintendenza di Ravenna "per capire in base a quali elementi abbia potuto autorizzare l’abbattimento, dal momento che il Mulino, essendo di proprietà pubblica e decisamente antico, era vincolato per legge".
Il Mulino è stato raso al suolo pochi giorni fa e al suo posto dovrebbe sorgere un asilo. Visto che l'edificio era a pochi passi da una trafficata strada provinciale, Italia Nostra "chiede, tra le altre cose, come sia stato possibile autorizzare, dal punto di vista del disturbo acustico, il progetto di una simile delicata attività".
"L’aggraziato edificio, antico di oltre cento anni - scrive l'associazione - posto in un punto strategico del borgo di Saludecio, rappresentava una piccola ma preziosa testimonianza di “archeologia industriale” e venne acquistato poco dopo la sua dismissione da una illuminata precedente amministrazione comunale che auspicava la sua conservazione e la creazione di un polo culturale e documentale sulla storia dei mulini e sulle tradizioni agricole delle fertili vallate riminesi, al contempo aperta alle produzioni e alle attività contemporanee. Più di cento anni di storia cancellati in poche ore dalle ruspe, come si usa dopo un bombardamento".
Ricordando poi i tempi non lontani in cui "le amministrazioni comunali e regionali stilavano regolamenti urbanistici per consentire la conservazione non solo dei monumenti, ma anche del tessuto edilizio minore e degli antichi fabbricati rurali sparsi delle campagne", Italia Nostra evidenzia come Mulino Zoli rappresentasse "la “cartolina” dell’ingresso principale a Saludecio, e, una volta recuperato, avrebbe fatto bellissima mostra di sé ed un ottimo servizio alla cittadinanza".
"La tendenza attuale - conclude l'associazione -, nel brutale consumo di suolo, di materie prime e di memoria, figlia di amministrazioni e progettisti sempre più disattenti, poco preparati ed insensibili, e di costruttori insofferenti, è di azzerare tutto ciò che invece, fino a pochi anni fa, si cercava di conservare, recuperare, valorizzare. Dove dovrebbe sorgere un luogo per educare, lì si abbatte, si dimentica, si cancella per sempre, senza alcun rispetto per la storia e per chi l’ha scritta prima di noi".
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