Anno scolastico al via. Crescono dell’1% gli studenti, 97 i docenti in meno
Saranno 35.360 (il 9% stranieri) gli studenti che torneranno da domani sui banchi delle scuole riminesi, l’1% in più dello scorso anno, a cui si devono aggiungere poi gli 8.400 bambini (tra 3 e 6 anni) delle scuole d’infanzia.
Dietro le cattedre gli insegnanti in meno saranno invece 97 oltre a 40 tagli nel personale Ata. Sono gli effetti dalla riforma Gelmini che nell’arco di un triennio porterà a tagli del 10-12% tra i docenti e del 17 sugli Ausiliari Tecnico Amministrativi.
Allargando il discorso anche ai comuni dell’Alta Valmarecchia, novelli riminesi, si conferma la situazione di difficoltà: un insegnate in meno nella scuola d’infanzia di San Leo ed uno anche nelle primarie. Soprattutto però pesano i tagli tra gli insegnanti di sostegno. “Come provincia – ha spiegato l’assessore all’istruzione della provincia di Rimini, Meris Soldati – ci stiamo attivando per fornire un aiuto in questo senso.”
Sull’Alta Valmarecchia incombe anche la spada di damocle del provvedimento relativo alla chiusura delle scuole di campagna (impugnato davanti al Tar e momentaneamente sospeso): delle 9 scuole d’infanzia e delle 6 primarie con meno di 30 studenti che in provincia rischiano la chiusura, la maggior parte si trova proprio in Valmarecchia.
La riforma ha tagliato le gambe anche ad alcune delle richieste avanzate dalla provincia che per l’anno 2009/10 aveva chiesto l’attivazione di 3 nuove sezioni di scuola d’Infanzia (Rimini Montegridolfo, S. Clemente), il completamento d’orario di altre 2 sezioni (a Morciano e S.Arcangelo) e la trasformazione di 3 prime classi di scuola primaria (tutte a Rimini) in tempo pieno. Nessuna di queste richieste è stata accolta.
“Questa riforma – ha detto l’assessore Soldati – oltre a tagliare posti di lavoro, farà diminuire la qualità della formazione. Aumenteranno gli alunni per classe e diminuirà il tempo scuola.”
Il tempo scuola infatti passerà da 32 a 30 ore nelle medie e da 36 a 32 nei licei.
Per quanto riguarda il tempo pieno la copertura in provincia è del 20% alle elementari e del 12% alle medie. Dati nettamente inferiori alle medie regionali (rispettivamente 43 e 23%) giustificati, oltre che dai tagli, anche da una richiesta più contenuta da parte delle famiglie.
Molte scuole in estate hanno chiesto poi interventi per l’allargamento delle aule in vista della crescita del numero di studenti per classe.
Lo scorso anno le medie erano di 20,5 nelle primarie, 23,5 nelle secondarie di primo grado e 22 in quelle di secondo grado.
Anche l’edilizia scolastica non è esente da problemi: dei 40milioni di euro di interventi programmati da provincia e comuni nel triennio 2007-09 solo 2 milioni sono arrivati dallo stato.
In mattinata proprio l’avvio del nuovo anno scolastico è stato uno dei temi della conferenza dei sindaci. “Abbiamo chiesto che si attivino con ordini del giorno ad hoc sulla scuola – ha spiegato l’assessore Soldati – l’obiettivo è quello di inviare poi tutto al Governo. Vorremmo che dal prossimo anno si facesse marcia indietro con i tagli. Razionalizzare la spesa è giusto, ma non si possono accettare questi tagli indiscriminati su un settore chiave come la scuola.”
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