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70 milioni di danni

Alluvione. Sadegholvaad: non dimentichiamo la provincia di Rimini

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Martedì il presidente della Regione Bonaccini insieme ai presidenti delle province di Forlì Cesena e di Ravenna, oltre al sindaco di Bologna, ha scritto alla premier Meloni per chiedere un incontro urgente in merito agli stanziamenti per le zone alluvionate (vedi notizia). All’appello, nella missiva, mancava la firma del presidente della provincia di Rimini che oggi fornisce il suo apporto alla battaglia dei colleghi. In un post su fb, intitolato proprio “Non ‘dimentichiamo’ la Provincia di Rimini”, Jamil Sadegholvaad ricorda che “i danni dell’alluvione di maggio che ha colpito la Romagna sono ancora evidenti anche nelle nostre zone, soprattutto lungo le fasce collinari e montane“.
Il sindaco di Rimini ricorda che il calcolo ufficiale parla di 573  interventi urgenti (per una cifra complessiva di 70 milioni 804 mila euro) richiesti nel territorio riminese e finalizzati al ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, avviati o da avviare nei prossimi mesi. Di questi, quasi 150 terminati, un’ottantina in corso e la maggior parte ancora da attivare (per una cifra di 53 milioni 617 mila euro). “Le ferite – scrive Sadegholvaad – continuano ad essere evidenti in Valmarecchia, in Valconca e in altre aree, ancora alle prese con gli effetti delle frane, degli smottamenti, del dissesto dovuto all’eccezionale ondata di maltempo primaverile. E i Comuni delle nostre colline e non solo sono sempre più in difficoltà, quei Comuni e la provincia che finora hanno risposto ‘di tasca propria’ alle emergenze ma adesso non possono più farlo perché ormai privi di risorse economiche“.
Arriva poi l’appello al Governo a fare “quello che si è impegnato a fare con le popolazioni colpite dal disastro, e cioè mettere a disposizione le risorse necessarie per sostenere la ripresa della Romagna che è il cuore del nostro Paese“.
Qui non si chiede la carità – conclude Sadegholvaad –: si chiede di essere rispettati nella dignità, si chiede uno Stato che faccia lo Stato e, senza più giri di parole, dichiarazioni e interessi di parte, dia garanzie sui soldi grazie ai quali vengano avviati, si completino, terminino i lavori necessari alla rinascita“.

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