Alluvione, nel riminese un milione di danni agli impianti sportivi
L’alluvione di maggio ha causato danni per 24 milioni in 135 impianti sportivi dell’Emilia Romagna: 12 in provincia di Bologna per 2 milioni di danni, 13 in quella di Forlì-Cesena per 9 milioni di euro, 16 in provincia di Ravenna per 12 milioni di danni e 5 a Rimini per danni pari a un milione di euro. È il primo bilancio fatto oggi da Giammaria Manghi, capo della Segreteria del presidente della giunta, nel corso della commissione Cultura e sport presieduta da Francesca Marchetti. Nelle norme nazionali era prevista una prima dotazione iniziale di 5 milioni di euro per gli interventi urgenti sugli impianti.
Manghi ha sottolineato come fin dalle prime ore dopo l’alluvione la Regione abbia provveduto a sopralluoghi e a una stretta collaborazione con enti locali e istituzioni del territorio e come sia in corso un costante confronto con il governo, in particolare con il ministro dello Sport. “Occorre affrontare il tema della tutela dei collaboratori sportivi e di tutti coloro che lavorano nel mondo dello sport“, spiega Marchetti nell’assicurare l’attenzione della commissione sul tema.
“È bene che ci siano tutte le risorse necessarie per rimettere in funzione gli impianti e penso che si possa ragionare sull’utilizzo dell’art sport per avere risorse da usare immediatamente“, spiega il capogruppo di ER Coraggiosa Federico Alessandro Amico, mentre Andrea Liverani (Lega) invita a non dimenticarsi di associazioni sportive e palestre: “Ci sono realtà che non hanno nemmeno più un attrezzo con cui operare e necessitano di aiuto“. La Regione “ha fatto un lavoro intenso sul territorio: sono stati coinvolti sindaci, istituzioni, presidenti di associazioni sportive e più in generale tutto il mondo sportivo. Data l’importanza del settore, serve capire la tempistica degli interventi e ragionare anche sulle parti private, facendo un monitoraggio anche successivo alla fase emergenziale“, spiega Francesca Maletti (Pd). Nella sua replica Manghi ha annunciato attenzione alle associazioni sportive e ai collaboratori del settore sportivo la cui occupazione è rischio stante l’impossibilità di far funzionare gli impianti danneggiati.












