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Cattolica Newsrimini

Al Teatro della Regina l’Omaggio a Béjart con Raffaele Paganini

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 16 Dic 2008 10:02 ~ ultimo agg. 12 Mag 19:18
Tempo di lettura 2 min

Con Emanuela Bianchini e Simona De Nittis;
Regia e coreografie Mvula Sungani e con i solisti Claudia Cavalli, Ilaria Palmieri, Ivana Cibin Alessia Giustolisi, Vito Cassano, Salvatore Addis.

La presentazione dello spettacolo:

Il mito è legato a coloro che nella storia lasciano segni indelebili e che superano la prova del tempo. Questa opera coreografica vuole rendere omaggio ad uno dei più grandi geni coreografici indiscussi di questo secolo e di quello appena passato.
Maurice Béjart oltre ad essere un grandissimo coreografo è sempre stato un artista che ha spaziato con curiosità ed innovazione dal teatro alla musica, alle forme più stilizzate dello spettacolo così detto ”globale”.
Ad un anno dalla scomparsa del grande maestro si è voluto rendere un tributo all’uomo che si può considerare un pioniere nel mondo della danza intesa come momento di spettacolo. Questo omaggio vuole essere un pensiero rivolto ad un grande maestro che ha ispirato diverse generazioni di artisti, un ricordo da condividere con tutto il pubblico in una serata emozionante.

L’idea coreografica mira ad essere un viaggio nel caleidoscopio di colori ed emozioni creato dalla danza che naviga tra le più disparate varianti di suoni e di ritmi.
La trama coreografica passerà dalle danze di origine popolare a quelle di origine più nobile e si sublimerà in un finale pirotecnico: il Bolero di Ravel. Un modo interessante per riscoprire il mondo, l’uomo e le emozioni che lo compongono mediante la danza, la musica, ed i grandi effetti spettacolari, senza avere però la presunzione di raccontare qualcosa, ma con l’obbiettivo di emozionare lo spettatore con un vero e proprio susseguirsi di momenti molto raffinati e speciali.
L’idea di questa serata, nata da un intuizione di un interprete quale è Raffaele Paganini e di un eclettico coreografo quale è Mvula Sungani riporta Al mondo del teatro per la gente.
Infatti Sungani nella regia e nelle coreografie immagina un viaggio virtuale che passa con fluidità e naturalezza dalla danza più urbana a quella più di origine etnica (senza però prescindere delle radici tecniche accademiche e dallo stile black ideato dall’autore), immersa in un’atmosfera fatta di luci, di suoni e di colori fortemente teatrali.
Le musiche dei 4 quadri che compongono lo spettacolo sono di autori vari, e passano dai ritmi folk di Officina Zoe, alle melodie barocche di Vivaldi, fino a culminare nella magia ipnotica del Bolero di Ravel.

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